Trasporto merci da e per la Sardegna: le imprese isolane pagano il 41% in più – Tutti i dati
I costi legati all’insularità, ai rincari energetici ma anche all’Ets. All’iniziativa dei Riformatori esperti a confronto
Cagliari Trasportare merci da e per la Sardegna costa molto di più rispetto al resto d’Italia. "Fino al 41% in più". Un dato che sintetizza il peso concreto dell’insularità sull’economia dell’isola. Il tema è stato al centro della conferenza organizzata dai Riformatori sardi che si è tenuta oggi, martedì 21 aprile, all’Hotel Regina Margherita di Cagliari, dove è stato presentato il primo studio sul trasporto merci in Sardegna, realizzato dall’Istituto Bruno Leoni e curato dall’economista Andrea Giuricin, amministratore delegato di Tra Consulting e docente all’Università di Milano-Bicocca.
Lo studio
Secondo l’analisi, un’impresa sarda che esporta verso la Penisola sostiene costi significativamente più elevati rispetto, ad esempio, a un’azienda campana che spedisce merci a Milano. Un divario attribuito a fattori strutturali: il passaggio obbligato via mare, la limitata concorrenza nel trasporto marittimo e i costi energetici. A questi si aggiungono le nuove regole europee sulle emissioni, in particolare l’Ets, il cui impatto resta oggetto di valutazioni divergenti: da un lato strumento per la transizione ecologica, dall’altro possibile aggravio per territori insulari. Alla presentazione sono intervenuti anche l’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca, l’economista Francesco Pigliaru e l’esperto di logistica Massimiliano Manca. L’incontro, introdotto da Michele Cossa e concluso da Aldo Salaris, ha acceso il confronto sulle possibili soluzioni: tra interventi pubblici, maggiore concorrenza e correttivi a livello europeo. Il quadro che emerge è chiaro: il costo del trasporto resta uno dei principali ostacoli alla competitività del sistema produttivo sardo.
