Giovane di 23 anni ucciso con un colpo al torace: «Abbiamo sentito lo sparo e poi un lamento, sotto casa c’erano tanti giovani»
Indagini su movente e ultimi contatti prima del delitto
Monserrato Un colpo secco nella notte, poi il silenzio e un lamento soffocato nel buio del cortile. «Qualcuno ha sparato», racconta una residente del primo piano della palazzina che si affaccia sull’area dove è stato ucciso Leonardo Mocci, 23 anni, muratore di Villacidro.
«Un gruppo di ragazzi chiacchierava a voce alta nel cortile: li ho visti altre volte. Saranno state circa le 23,30 in televisione c’era ancora la partita di calcio, quando si è sentito quel rumore forte», spiega. Subito dopo, l’incertezza: «Ci siamo affacciati ma era buio, non si vedeva niente. Ho sentito un lamento, come un grido soffocato. Non si capiva se fosse una persona o un animale».
Dall’altra parte del cortile alcuni giovani si sono avvicinati, comprendendo rapidamente la gravità della situazione: «Quel ragazzo era a terra. A quel punto hanno chiamato i soccorsi».
Il delitto è avvenuto poco prima della mezzanotte in piazza Settimio Severo, a Monserrato, tra il cortile di un condominio e la piazza. Mocci è stato raggiunto da un colpo di pistola al petto. L’allarme è scattato circa un quarto d’ora dopo la mezzanotte. Il personale del 118 ha tentato a lungo le manovre di rianimazione, senza riuscire a salvargli la vita.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane si trovava in una delle abitazioni della zona per motivi ancora da chiarire e si sarebbe allontanato poco prima di essere colpito. Dopo lo sparo ha fatto alcuni passi, per poi accasciarsi.
Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi sul movente, tra cui un possibile acquisto di droga o un incontro con una donna. L’area è stata isolata dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cagliari e della Compagnia dei Carabinieri di Quartu Sant’Elena, che hanno eseguito i rilievi tecnici e scientifici.
Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica e individuare i responsabili.
