La Nuova Sardegna

Cagliari

Il delitto

Omicidio di Leonardo Mocci, si stringe il cerchio attorno all’assassino: un amico sotto torchio – Cosa sappiamo

di Luciano Onnis
Omicidio di Leonardo Mocci, si stringe il cerchio attorno all’assassino: un amico sotto torchio – Cosa sappiamo

Il 24enne è stato freddato con un colpo di pistola al petto da distanza ravvicinata

4 MINUTI DI LETTURA





Monserrato Freddato nella notte con un colpo di pistola al petto sparato da distanza ravvicinata dopo l’incontro con alcuni amici in un appartamento al terzo piano di una palazzina di edilizia popolare in piazza Settimio Severo, a Monserrato. La vittima si chiamava Leonardo Mocci, 24 anni, muratore di Villacidro che lavorava nella impresa edile del padre, incensurato. L’assassino, che si è allontanato dopo aver ucciso con straordinaria freddezza e determinazione, potrebbe avere ancora poche ore di libertà. Da un momento all’altro il cerchio stretto attorno a lui dai carabinieri del Comando provinciale di Cagliari e della Compagnia di Quartu, potrebbe chiudersi del tutto. La soluzione del caso potrebbero averla già data tre giovani che erano nell’appartamento e che, ieri mattina, sono stati portati in caserma, a Quartu, per essere sentiti come “persone informate sui fatti”. Uno in particolare sarebbe stato oggetto di una grande attenzione da parte degli investigatori, forse l’amico che lo avrebbe accompagnato a Monserrato da Villacidro. Tanto che già per la tarda serata di ieri era attesa una svolta, con un provvedimento restrittivo da parte del magistrato che dirige le indagini, il sostituto procuratore Enrico Lussu.

Le indagini

Fra le prime cose da chiarire c’è sicuramente il motivo della presenza di Leonardo Mocci a Monserrato, in quell’appartamento di piazza Settimio Severo. Non solo, ci sono dubbi anche sul come e con chi ci sia arrivato. Secondo i primi riscontri, Mocci sarebbe arrivato da Villacidro con un amico che poi sarebbe andato via in auto in tutta fretta dopo l’omicidio. Gli investigatori hanno sicuramente diversi elementi in più e alcune certezze, ma per il momento hanno mantenuto il riserbo. Possibile però che per incastrare l’assassino manchi ancora qualche particolare determinante, anche se la svolta dovrebbe essere vicina e nuovi elementi potrebbero arrivare entro pochissimo tempo, forse entro le prime ore di questa mattina.

Il movente

La domanda cui dovranno rispondere gli investigatori è cosa sia accaduto prima del delitto. Le ipotesi sono quelle di un banale litigio degenerato o, addirittura, di un premeditato regolamento di conti a sangue freddo. La ricostruzione dell’omicidio è stata ormai definita in misura sufficiente, grazie anche all’apporto esterno di qualche testimonianza raccolta fra i condomini della palazzina al numero 3 e in quelle vicine. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, mancava poco alla mezzanotte fra mercoledì e ieri quando alcuni giovani – c’è chi dice fra i sei e i dieci – si sono fermati a chiacchierare sotto il pilotis dello stabile di piazza Settimio Severo. Ad un certo punto Leonardo Mocci si sarebbe diretto verso la sua auto (o quella dell’amico) ma, dopo aver percorso una trentina di metri, ha incontrato il suo assassino chi gli ha sparato da distanza ravvicinata, un solo colpo di pistola al petto, centrandolo probabilmente al cuore. Un particolare, questo, che sarà chiarito con l’autopsia.

I soccorsi

Dopo il colpo di pistola ci sono stati momenti di grande concitazione causata da chi accorreva dove il giovane era stramazzato al suolo, fra le auto posteggiante nell’area di sosta al centro della piazza, e chi invece si allontanava velocemente dal luogo dell’omicidio. Molte finestre delle palazzine si sono illuminate e dai balconi hanno cominciato ad affacciarsi numerosi condomini. «Ho visto subito un corpo disteso a terra e tanto sangue – ha raccontato una anziana signora che abita al primo piano della palazzina sotto cui è avvenuto l’omicidio –. Ho visto anche un’auto che andava via. Mi stavo sentendo male, sono tornata in casa e poi sono arrivate ambulanze e auto dei carabinieri». Gli operatori del 118 hanno potuto solo prendere atto che per il giovane disteso a terra con il maglione intriso di sangue non c’era più niente da fare. In breve, la piazzetta è stata illuminata dai lampeggianti blu delle auto dei carabinieri, accorsi con i militari della Compagnia di Quartu e i colleghi del nucleo investigativo del Reparto provinciale. La caccia all’assassino è iniziata immediatamente. Sono stati sentiti i ragazzi che hanno partecipato all’incontro e l’appartamento è stato passato al setaccio e sono stati requisiti oggetti e indumenti. Sono state visionate le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza attivi nelle strade attigue a piazza Settimio Severo, dove invece non ci sono sistemi di videosorveglianza con telecamere di controllo.

Primo Piano
Guardia di finanza

In aereo con 116 ovuli di eroina nello stomaco: arrestato allo sbarco in Sardegna

Le nostre iniziative