La Nuova Sardegna

Il giallo

Caso Garlasco, è attesa la svolta: Alberto Stasi non era sulla scena del delitto

Caso Garlasco, è attesa la svolta: Alberto Stasi non era sulla scena del delitto

Al centro dell’inchiesta c’è Andrea Sempio, atteso il rinvio a giudizio

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Il caso di Delitto di Garlasco si avvia a una nuova svolta. Dopo oltre un anno di accertamenti, la Procura di Pavia è pronta a chiudere le indagini e a rendere pubblici gli atti finora rimasti riservati. Un passaggio chiave che segnerà l’inizio di una nuova fase processuale, con la notifica alle parti e, a seguire, la possibile richiesta di rinvio a giudizio.

Nuovo indagato e ipotesi accusatoria

Al centro dell’inchiesta c’è Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Secondo gli inquirenti, gli elementi raccolti sarebbero sufficienti per sostenere l’ipotesi accusatoria davanti a un giudice. L’attenzione investigativa si è concentrata esclusivamente su di lui, delineando uno scenario che lo indicherebbe come possibile autore dell’omicidio.

La posizione di Alberto Stasi

Parallelamente, l’indagine sembra ridimensionare il ruolo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto. I magistrati e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non avrebbero trovato elementi che lo collochino sulla scena del crimine, mentre emergerebbero dati in contrasto con le sentenze di condanna. Un quadro che potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo.

Il vertice in Procura

Nel frattempo, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone incontrerà a Milano la procuratrice generale Francesca Nanni. Un confronto già programmato, che non sarebbe collegato agli ultimi esposti su presunte interferenze nelle indagini.

Le piste escluse

Le nuove verifiche hanno escluso una serie di ipotesi circolate negli anni: dalla presenza di più persone coinvolte nel delitto a scenari legati a festini o droga, fino alle suggestioni su riti satanici o misteriosi suicidi nella zona della Lomellina. Anche il presunto coinvolgimento delle gemelle Cappa è stato ritenuto estraneo ai fatti. Secondo gli inquirenti, si tratta di ricostruzioni che hanno alimentato il dibattito mediatico senza trovare riscontri concreti.

Gli elementi tecnici

Determinanti sono state le consulenze scientifiche. La perizia medico-legale coordinata da Cristina Cattaneo ha collocato l’orario della morte tra le 10.30 e le 12, con una maggiore probabilità nella fascia tra le 11 e le 11.30, in linea con le prime valutazioni del medico legale Marco Ballardini.

Sul fronte genetico, il lavoro del professor Carlo Previderé ha portato alla rilettura delle tracce biologiche, partendo dai dati originari. Tra i risultati più rilevanti, la coincidenza tra il materiale genetico rinvenuto sui pedali della bicicletta e quello trovato su un cucchiaino utilizzato dalla vittima.

La scena del crimine

Le analisi sulla dinamica del delitto hanno inoltre escluso l’utilizzo del lavabo del bagno al piano terra da parte dell’assassino. Ulteriori approfondimenti riguardano alcune impronte compatibili con scarpe simili a quelle indossate da Stasi quel giorno, elementi che metterebbero in discussione alcune conclusioni delle sentenze precedenti, in particolare sull’eventuale ingresso dell’ex fidanzato nell’abitazione.

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