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Cagliari

Il processo

Omicidio dei coniugi Gulisano, in aula assente il figlio accusato di omicidio. L’amica di famiglia: «Chiedeva sempre soldi al padre, a volte glieli rubava»

di Luciano Onnis
Omicidio dei coniugi Gulisano, in aula assente il figlio accusato di omicidio. L’amica di famiglia: «Chiedeva sempre soldi al padre, a volte glieli rubava»

Terza udienza davanti alla Corte d’Assise. L’anziana coppia fu ritrovata morta nel suo appartamento il 4 dicembre 2024

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Cagliari Terza udienza  – la quarta dall'inizio del processo – dedicata ai testimoni per il duplice omicidio di Luigi Gulisano e Marisa Dessì (79 e 82 anni) uccisi il 4 dicembre 2024 nel loro appartamento di via Ghibli, a Cagliari. Accusato di averli uccisi per fini economici il loro figlio minore Claudio, 46 anni, in carcere a Uta. Contrariamente alle precedenti udienze, questa volta l’imputato non si è presentato in aula per motivi di salute.

Davanti alla Corte d’Assise – presieduta dal giudice Giovanni Massidda (a latere Roberto Cau), al pubblico ministero Rossana Alleri e agli avvocati Luigi Sanna (difensore di Claudio Gulisano) e Gianluca Aste ( legale di parte civile costituitasi con il figlio maggiore della coppia, Davide, e col fratello e sorella delle vittime) – sono stati chiamati a confermare quanto dichiarato precedentemente in istruttoria altri sei testimoni.

Nella prima delle udienze riservate ai testi erano comparsi i parenti stretti delle due vittime, nella seconda il comandante del Ris di Cagliari colonnello Andrea Berti, oggi 13 maggio hanno parlato i rimanenti sei: i vicini di casa Maria Paola Pucci e Giuseppe Vignolo, gli amici Silvano Portoghese e Luciano Cao con cui Luigi “Gino” Gulisano giocava a carte e lo aveva fatto anche la mattina del giorno in cui, di sera, sarebbe stato ucciso assieme alla moglie, il direttore della filiale Unicredit Luciano Serra in cui i coniugi Gulisano avevano il conto corrente, più altri due dell’indagato Claudio.

La testimonianza di maggior rilievo si è alla fine rivelata quella di Maria Bonaria Scano, la donna con cui Gino Gulisano tratteneva un rapporto d’amicizia abbastanza confidenziale e a cui la vittima parlava molto di sé, contrariamente a quanto faceva con chiunque altro. A lei, nelle assidue frequentazioni, l’anziano uomo aveva parlato dei problemi che aveva col figlio minore Claudio e delle sue ripetute e pressanti richieste di soldi, tanto da arrivare anche a rubarglieli.

Prossima udienza “tecnica” il 27 maggio per l’incarico da parte del Tribunale a un consulente per l’acquisizione delle chat dal telefonino della testimone Maria Bonaria Scano. La donna lo ha messo a disposizione della Corte per poter visionare i messaggi con Luigi Gulisano e qualcuno anche col figlio Claudio, che conosceva benissimo in quanto amica di famiglia.

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