Isili, la colonia penale modello sotto pressione: «Troppi internati, così può esplodere»
Il sopralluogo del garante Gianni Loy e del sindaco Luca Pilia fa emergere carenze sanitarie, psicologiche e psichiatriche: appello urgente al ministero e al Dap
Isili Nei giorni scorsi, Gianni Loy, il garante dei diritti dei detenuti della Città Metropolitana di Cagliari, e Luca Pilia, il sindaco di Isili, hanno effettuato una visita nella colonia penale del paese del Sarcidano. L'incontro, volto a verificare le condizioni della struttura e del personale, ha fatto emergere una serie di gravi criticità che rischiano di compromettere un modello detentivo storicamente virtuoso. La problematica principale riguarda l’altissima concentrazione di internati (soggetti sottoposti a misure di sicurezza). Attualmente la struttura ne ospita circa una quarantina, un numero superiore a quello massimo consentito. «La colonia penale di Isili è una realtà che ha sempre funzionato e che rappresenta un modello di riabilitazione d'eccellenza – ha dichiarato il sindaco Pilia – Qui i detenuti lavorano la terra, si occupano dell'allevamento e della trasformazione dei prodotti agroalimentari. È un sistema che produce valore e dignità. Tuttavia, questo delicato equilibrio rischia oggi di esplodere a causa di una gestione dei flussi insostenibile».
Le criticità principali riscontrate durante il sopralluogo riguardano: mancanza di assistenza specialistica. A fronte, infatti, di un numero così elevato di internati, si registra una drammatica carenza di assistenza sanitaria, psicologica e psichiatrica adeguata alle loro specifiche esigenze. Questa situazione "esplosiva" si ribalta interamente sulle spalle della polizia penitenziaria e della direzione della struttura, che si trovano a gestire un'emergenza continua con risorse umane e strumenti del tutto insufficienti.
L’alto numero di internati e le tensioni che ne derivano rischiano di paralizzare le attività agricole e di allevamento, che costituiscono il cuore pulsante e il valore sociale della colonia. Il garante Gianni Loy, in particolare, denuncia il fatto che le carenze e le numerose violazioni del regolamento carcerario, ledono diritti fondamentali deli internati, la dignità della persona, mettono, inoltre, a rischio la loro e altrui sicurezza e vanificano la funzione rieducativa. Si riserva, pertanto l’adozione di specifici interventi a loro tutela.
Il sindaco Pilia e il garante Loy esprimono la solidarietà al direttore Francesco Ruocco e agli agenti della polizia penitenziaria, costretti a operare in condizioni di costante pressione. L'amministrazione del comune di Isili e il garante hanno rivolto un appello urgente al ministero della giustizia e al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) affinché si intervenga immediatamente per decongestionare la struttura, ridistribuire la presenza degli internati e garantire il supporto medico-sanitario necessario. «Non si può permettere – sottolinea il sindaco Pilia – che una realtà penitenziaria che potrebbe costituire un modello positivo venga lasciata andare al collasso». (Gian Carlo Bulla)
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