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Non rientra in carcere dopo il permesso e si barrica in casa, poi minaccia di uccidersi: cosa è successo

Non rientra in carcere dopo il permesso e si barrica in casa, poi minaccia di uccidersi: cosa è successo

Alla scadenza del periodo concesso non era tornato in carcere, facendo scattare le ricerche della Polizia

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Cagliari Non rientra in carcere dopo un breve permesso premio e quando la polizia lo rintraccia a casa, dove si era nascosto, minaccia di uccidersi puntandosi contro un paio di forbici. Finisce che il suo avvocato riesce a distoglierlo e finisce con l’essere portato in ospedale per un consulto psichiatrico.

L'uomo, detenuto presso l'istituto penitenziario "Ettore Scalas" per l'espiazione di un cumulo di pene legate prevalentemente a reati contro il patrimonio, aveva beneficiato di un permesso premio dal 19 al 22 giugno. Alla scadenza del periodo concesso, tuttavia, non aveva fatto rientro in carcere, facendo scattare le ricerche da parte delle forze di polizia. A seguito di specifici accertamenti, gli investigatori della Squadra mobile erano riusciti a localizzarlo presso la propria abitazione a Cagliari. Al momento dell'intervento, il detenuto è stato trovato nascosto all'interno dell'appartamento.

La situazione si è immediatamente rivelata delicata poiché l'uomo, alla vista degli operatori, ha impugnato un paio di forbici rivolgendole verso sé stesso, manifestando un evidente stato di agitazione. Gli agenti hanno quindi evitato qualsiasi intervento che potesse aggravare la situazione, avviando un lungo e paziente dialogo, anche alla presenza del suo legale di fiducia, finalizzato a riportare la calma.

Dopo diverse ore, i poliziotti sono riusciti a convincere l'uomo a desistere dai propri intenti, consentendo di disarmarlo in sicurezza e senza conseguenze per le persone presenti. Considerate le condizioni psicologiche manifestate dall’uomo, sul posto è stato richiesto l'intervento del personale sanitario del 118, che lo ha preso in carico e trasportato presso il reparto di Psichiatria dell'ospedale cittadino per gli accertamenti e le cure del caso.

Al termine del ricovero e delle conseguenti procedure giudiziarie, l'uomo è comparso dinanzi all'Autorità Giudiziaria per la celebrazione del giudizio direttissimo. Successivamente, grazie anche al prezioso supporto fornito dal personale della polizia penitenziaria nel corso delle attività di gestione e traduzione del detenuto, l’arrestato è stato ricondotto presso la casa circondariale di Uta, dove proseguirà l'espiazione della pena. (l.on)

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