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Manca il personale medico, chiude il pronto soccorso

Manca il personale medico, chiude il pronto soccorso

Il sindaco Pilia: «Situazione assurda e di una gravità inaudita»

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Isili Nella giornata di oggi, sabato 4 luglio, il pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili rimarrà chiuso a causa delle temporanee criticità organizzative del presidio. Lo ha disposto la dottoressa Roberta Porceddu, direttore–facente funzioni dei presidi ospedalieri dell' Azienda socio sanitaria locale di Cagliari. La Porceddu ne ha dato comunicazione solo questa mattina all’Areus, all'assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell'assistenza sociale, ai prefetti di Cagliari e Nuoro al sindaco de comune di Isili e al presidente della comunità montana Sarcidano-Barbagia di Seulo.

«La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, proprio all'inizio della stagione estiva», afferma il sindaco di Isili Luca Pilia. Una decisione motivata da improvvise "criticità organizzative", che lascia sguarnito un intero territorio nel primo fine settimana di luglio. ​Il sindaco di Isili Luca Pilia esprime preoccupazione per un provvedimento che colpisce al cuore i servizi sanitari essenziali della zona. ​«Siamo di fronte a una situazione assurda e di una gravità inaudita. Avevamo già ampiamente e preventivamente chiesto all'Azienda Sanitaria di intervenire con urgenza per potenziare l'organico, ben consapevoli che il periodo estivo avrebbe amplificato le storiche criticità della struttura. Invece, la risposta della dirigenza è la serrata totale proprio oggi, nel primo vero weekend di luglio». 

​La chiusura odierna rappresenta l'ennesimo duro colpo per un servizio già pesantemente ridimensionato, dato che il Pronto Soccorso è da tempo costretto alla chiusura nelle ore notturne. Con il blocco totale delle attività diurne di oggi, viene di fatto negata l'assistenza d'emergenza a una fetta enorme di popolazione sarda. ​«Non si tratta solo di Isili», incalza il primo cittadino. «Questo disservizio intollerabile priva del diritto fondamentale alla salute le comunità di un intero territorio che comprende il Sarcidano, la Barbagia di Seulo, e parte della Trexenta e della Marmilla. Non possiamo accettare che i nostri cittadini vengano trattati come utenti di serie B, costretti a viaggiare per ore anche solo per un codice verde o giallo». ​Il sindaco conclude con un appello perentorio ai vertici dell'ASL e all'assessorato regionale alla Sanità. ​«A questa situazione si deve porre rimedio immediatamente. Chiediamo risposte concrete. La salute delle nostre comunità non è negoziabile e non tollereremo ulteriori silenzi o ritardi». 

Al coro di protesta si unisce con fermezza il presidente della Comunità Montana Sarcidano-Barbagia di Seulo, Salvatore Argiolas, che rimarca l'assurdità e l'insostenibilità della vicenda. ​«Siamo davanti a una situazione paradossale e inaccettabile, che non fa che accrescere l'isolamento dei nostri paesi e penalizzare i cittadini delle zone interne. Questa emergenza deve essere necessariamente presa in mano dalle autorità competenti e risolta una volta per tutte. Non è tollerabile che le nostre comunità debbano vivere nel costante timore di non veder garantito il soccorso medico d'urgenza. Le istituzioni regionali e sanitarie intervengano subito». (gian carlo bulla)

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