Dopo il trapianto i controlli si fanno anche da casa: al Brotzu apre l’ambulatorio di telemedicina
Il nuovo servizio è rivolto ai pazienti trapiantati di fegato e pancreas-rene: meno viaggi e monitoraggio continuo con il team sanitario
Cagliari I pazienti oncologici dell’Arnad Brotzu che hanno avuto un intervento chirurgico potranno essere seguiti a distanza con la telemedicina. Pertanto, per chi ha affrontato un trapianto, il percorso di cura non finisce con l’intervento. Controlli, esami e visite continuano a far parte della quotidianità, spesso con la necessità di raggiungere il centro di riferimento anche da lontano.
Da oggi 29 agosto, per i pazienti trapiantati di fegato e pancreas-rene seguiti dall’Arnas Brotzu, una parte di questo percorso potrà essere seguita a distanza, grazie al nuovo ambulatorio di telemedicina. Un servizio pensato soprattutto per venire incontro alle esigenze di pazienti che, in molti casi, sono fragili e vivono lontano dal centro trapianti e che devono sottoporsi a controlli frequenti. La possibilità di effettuarli a distanza, monitorare i parametri di salute e mantenere un contatto diretto con il team sanitario consentirà di ridurre gli spostamenti, evitando viaggi che possono essere particolarmente faticosi, senza rinunciare alla qualità e alla continuità dell’assistenza.
A rendere possibile questo nuovo modello di presa in carico è il lavoro del team multiprofessionale del Centro trapianti di fegato dell’azienda ospedaliera del Brotzu. Medici e infermieri accompagnano ogni giorno i pazienti lungo un percorso complesso e delicato, mettendo insieme competenze, esperienza e attenzione alla persona. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti del progetto: la tecnologia diventa uno strumento per avvicinare le cure, non per sostituire il rapporto con chi cura.
Dietro ogni controllo, infatti, - spiegano gli operatori – «c’è una persona, con le sue esigenze, le sue preoccupazioni e le sue fragilità. Anche per questo la telemedicina può rappresentare un grande aiuto: permette di mantenere più vicino il centro di riferimento, anche quando la distanza geografica è grande, e di rendere il percorso di cura un po’ più semplice per i pazienti e per le loro famiglie».
«L’attivazione dell’ambulatorio di telemedicina per i pazienti trapiantati di fegato e pancreas-rene rappresenta un traguardo di cui siamo particolarmente orgogliosi. Non si tratta soltanto di un’innovazione tecnologica, ma di un cambio di prospettiva nel modo di prendersi cura delle persone: mettere il paziente al centro significa anche portare le cure più vicino a lui, riducendo il peso di spostamenti spesso difficili per chi convive con la fragilità di un trapianto – commenta il direttore generale dell’Azienda, Maurizio Marcias - un ringraziamento particolare va ad Ares Sardegna, che ha reso possibile lo sviluppo e l’implementazione del servizio di telemedicina. Con questo progetto l’Azienda sceglie di investire ancora una volta nell’innovazione, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure e renderle sempre più vicine alle persone. È un modo per mettere competenze, tecnologia e organizzazione al servizio dei pazienti e dei loro bisogni».
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