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Creator economy

OnlyFans, il colosso da 47 dipendenti: 1,6 miliardi di ricavi e 715 milioni di utili

OnlyFans, il colosso da 47 dipendenti: 1,6 miliardi di ricavi e 715 milioni di utili

La piattaforma trattiene il 20% dei pagamenti e nel 2025 ha versato circa 6,2 miliardi di dollari ai creator

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Roma Un’azienda con appena 47 dipendenti diretti capace di generare quasi 1,6 miliardi di dollari di ricavi e 715 milioni di utile prima delle imposte. È la fotografia di Fenix International, la società britannica proprietaria di OnlyFans, nell’esercizio chiuso il 30 novembre 2025. Numeri che mostrano quanto possa essere redditizio il modello su cui è costruita una delle piattaforme più note della creator economy.

I ricavi sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile ante imposte è cresciuto del 5%. Il dato più sorprendente resta però quello relativo alla struttura della società: i dipendenti sono soltanto 47. Una parte delle attività, compresa la moderazione dei contenuti, viene infatti affidata a personale esterno. Rapportando il fatturato ai soli dipendenti diretti, si superano i 30 milioni di dollari di ricavi per addetto.

Il funzionamento economico di OnlyFans è relativamente semplice. La piattaforma mette direttamente in contatto i creator con gli utenti che acquistano abbonamenti o altri contenuti a pagamento. Ai creator resta l’80% delle somme generate, mentre OnlyFans trattiene una commissione del 20%. Nel 2025 sono stati distribuiti ai creator circa 6,2 miliardi di dollari; dalla nascita del servizio, nel 2016, i pagamenti complessivi hanno raggiunto quota 30 miliardi.

La crescita continua anche sul fronte degli account. Alla fine dell’esercizio risultavano circa 5 milioni di profili creator registrati, il 9% in più in un anno, dei quali 2,5 milioni considerati attivi. Gli account dei fan erano invece 437 milioni, in aumento del 16%, con 132 milioni di utenti attivi nel corso dell’esercizio. Sebbene OnlyFans sia conosciuta soprattutto per i contenuti per adulti, sulla piattaforma operano anche artisti, musicisti, sportivi e altre personalità che utilizzano gli abbonamenti per monetizzare direttamente il rapporto con il proprio pubblico.

Il principale mercato resta quello statunitense, dal quale sono arrivati circa 965 milioni di dollari di ricavi. Regno Unito ed Europa hanno generato complessivamente 347 milioni, mentre il resto del mondo ha contribuito per altri 241 milioni.

La forte capacità di produrre utili si è tradotta anche in dividendi molto elevati. Nel corso dell’esercizio 2025 Fenix International ha distribuito 535 milioni di dollari al suo proprietario Leonid Radvinsky; dopo la chiusura dell’esercizio sono stati deliberati ulteriori pagamenti per 174 milioni. Radvinsky, imprenditore ucraino-americano che aveva acquisito Fenix International nel 2018, è morto di tumore nel marzo 2026, a 43 anni. Il controllo della società è successivamente passato al trust familiare guidato dalla vedova Yekaterina “Katie” Chudnovsky.

Nel maggio 2026 OnlyFans ha inoltre aperto il proprio capitale a un investitore esterno. Architect Capital, società d’investimento con sede a San Francisco, ha acquistato una partecipazione del 16% per 535 milioni di dollari, in un’operazione che ha attribuito all’intera società una valutazione di circa 3,15 miliardi. Il trust della famiglia Radvinsky ha comunque mantenuto il controllo.

Una valutazione che, nonostante l’elevata redditività, è risultata inferiore alle cifre ipotizzate durante precedenti trattative per la cessione di una quota di maggioranza. A incidere sono diversi elementi: la partecipazione ceduta non assegna il controllo della società e, secondo quanto riportato dal Financial Times, una parte degli investitori rimane riluttante a esporsi a un’attività ancora fortemente associata ai contenuti per adulti.

Il caso OnlyFans resta così uno degli esempi più estremi dell’economia delle piattaforme: una struttura societaria molto ridotta, centinaia di milioni di account registrati e un modello che non deve produrre direttamente la maggior parte dei contenuti venduti, ma guadagna trattenendo una percentuale sulle transazioni tra creator e pubblico.

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