Voli con i figli, nuove regole Ue: minori di 14 anni gratis accanto ai genitori
Stop ai supplementi per sedere insieme, più trasparenza sui prezzi e tutele rafforzate per ritardi e cancellazioni
Bruxelles Viaggiare in aereo con i figli diventerà più semplice e, soprattutto, non si dovrà più pagare per assicurarsi che un bambino sieda accanto al proprio accompagnatore. È una delle principali novità della riforma europea sui diritti dei passeggeri, approvata definitivamente dalle istituzioni dell’Unione dopo anni di negoziati. Il Parlamento europeo ha dato il via libera al testo il 7 luglio, seguito il 13 luglio dal Consiglio Ue. Le nuove disposizioni, tuttavia, non sono ancora operative.
La novità che riguarda direttamente le famiglie stabilisce che i bambini con meno di 14 anni debbano essere sistemati in un posto adiacente a quello dell’adulto che li accompagna, senza alcun costo aggiuntivo. Viene così eliminata la possibilità che per sedere accanto a un figlio sia necessario acquistare a pagamento la scelta del posto. Tutele rafforzate sono previste anche per le persone con disabilità o mobilità ridotta e per le donne in gravidanza.
Cambierà anche il modo in cui vengono presentati i prezzi dei voli. All'inizio della procedura di prenotazione dovrà essere mostrata una tariffa che comprenda anche un bagaglio a mano, così da permettere un confronto più chiaro tra le offerte delle diverse compagnie e dei portali di vendita. Resterà comunque possibile proporre un prezzo inferiore a chi sceglie volontariamente di viaggiare senza quel bagaglio. In ogni caso, il passeggero avrà diritto a portare gratuitamente a bordo un oggetto personale, come una piccola borsa o uno zaino che possa essere sistemato sotto il sedile.
La riforma conferma inoltre una delle garanzie più importanti per chi subisce disagi: il diritto alla compensazione economica continuerà a scattare, nei casi previsti dalla normativa, quando l'arrivo a destinazione avviene con oltre tre ore di ritardo. Gli importi restano legati alla distanza: 250 euro per i viaggi fino a 1.500 chilometri, 400 euro per i voli intra-Ue superiori a 1.500 chilometri e per le altre tratte comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro per i collegamenti più lunghi. In determinate circostanze, sulle tratte più lunghe la compensazione potrà essere ridotta del 50 per cento quando il ritardo finale non supera le quattro ore.
In caso di cancellazione resta il diritto a scegliere tra rimborso del biglietto e riprotezione su un collegamento alternativo. Diventeranno inoltre più precise le procedure per chiedere gli indennizzi: quando un ritardo può dare diritto alla compensazione, la compagnia dovrà comunicare elettronicamente al passeggero, entro 96 ore dall'arrivo, quali sono i suoi diritti e come presentare la richiesta. Il vettore dovrà poi rispondere alla domanda entro 30 giorni, pagando quanto dovuto oppure spiegando le ragioni dell'eventuale rifiuto.
Scompare infine la contestata regola del cosiddetto “no-show”. Una compagnia non potrà più impedire a un viaggiatore di utilizzare il volo di ritorno soltanto perché non ha preso quello di andata previsto dalla stessa prenotazione. In altre parole, saltare la prima tratta non comporterà automaticamente la perdita di quelle successive.
Per vedere concretamente applicate queste novità bisognerà comunque attendere. Il Consiglio dell'Unione europea ha precisato che il nuovo quadro entrerà in vigore 12 mesi e 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Ue: fino ad allora continueranno quindi ad applicarsi le regole attualmente vigenti.
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