La Nuova Sardegna

Cagliari

di Luciano Onnis

Giallo sulla Sella del Diavolo: spariti i cartelli di pericolo e divieto d’accesso alle bici – La denuncia

Giallo sulla Sella del Diavolo: spariti i cartelli di pericolo e divieto d’accesso alle bici – La denuncia

Secondo il Gruppo di intervento giuridico sarebbe opera di chi non potrebbe più fare le escursioni sul sito di interesse comunitario

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Cagliari Rubati i cartelli di pericolo e di divieto d’accesso agli appassionati di mountain bike sulla Sella del Diavolo. Secondo qualcuno sarebbe opera dei bikers, «per continuare con egoismo e arroganza a fare i propri comodi sulla Sella». O ameno, una minoranza di essi. Lo sostiene con convinzione il Gruppo di intervento giuridico che ha provveduto a inoltrare una denuncia contro ignoti a polizia giudiziaria e magistratura competente, nonché al Comune di Cagliari, per le ipotesi di reato di «danneggiamento di beni pubblici e di furto aggravato».  

Ladri di cartelli, ladri di Natura: così definisce il Grig gli asportatori dei cartelli segnaletici di terreno franoso e di divieto d’accesso con le biciclette sul caratteristico promontorio roccioso a picco sul mare fra il Poetto e Calamosca.

Lo farebbero, secondo la denuncia degli ambientalisti, «per non incorrere in sanzioni» qualora incappassero in un controllo sulla Sella del Diavolo da parte di Corpo forestale, polizia locale o qualunque altra forza di polizia competente. 
Nel giugno scorso, come ricorda il Grig nella sua denuncia, erano stati esposti dal Comune i cartelli di divieto di transito con le mountain bike su tutta la Sella del Diavolo, sito tutelato con vincolo paesaggistico e idrogeologico, rientrante nella Rete Natura 2020.

«I questi anni» accusa l’associazione ambientalista «sono proseguiti i tagli illegittimi della vegetazione da parte di ignoti per consentire nuovi sentieri (piste) per mountain bike e la conseguente gravissima erosione del suolo e di habitat  naturalistici tutelati solo sulla carta». Questo, per il Grig, perché una minoranza di praticanti il ciclismo fuori strada «intende continuare con egoismo e arroganza a fare i propri comodi alla Sella del Diavolo»
I divieti di transito sono stati disposti sul piano di gestione Sic (sito interesse comunitario) “Torre del Poetto” e “Monte Sant’Elia, Calamosca. Cala Fighera”, approvato con decreto dall’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e poi ulteriormente integrato con nuove disposizioni.

I cartelli di segnalazione, di pericolo e di divieti sono stati apposti ai vari accessi, ma regolarmente spariscono poco tempo dopo. «Tanti di questi cartelli sono scomparsi – accusa ironicamente il Grig – e di sicuro non sono venuti dal Giappone per rubarli. Ladri di cartelli, ladri di Natura».

L’associazione ecologista, che da anni conduce una campagna per la salvaguardia e la corretta fruizione pubblica della Sella del Diavolo, ha provveduto i giorni scorsi a inoltrare la sua denuncia contro ignoti e lo fa in previsione dei prossimi mesi in cui saranno eseguiti i previsti lavori di realizzazione dei sentieri e degli accessi pedonali, e della segnaletica per la fruizione delle Zone dei siti comunitari “per garantire salvaguardia naturalsitica e sicurezza per un vero e proprio gioiello del Mediterraneo che merita grande cura e attenzione”, conclude il Grig.

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