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Feudalesimo e libertà, dai social al punto vendita: inaugurato lo store con un brindisi con l’idromele – Ecco dove

Feudalesimo e libertà, dai social al punto vendita: inaugurato lo store con un brindisi con l’idromele – Ecco dove

I fondatori: «Nati come pagina Facebook, ora apriamo la nostra bottega»

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Cagliari Negli ultimi giorni nel mirino è finito il ministro degli Esteri per le sue esternazioni sulla misura delle gonne. Tajani stilnovista – è una delle più recenti burle social di Feudalesimo e libertà – tanto seria e poco appariscente pare la donna mia se in longa gonna è vistuta, e i miei occhi la desian maritare. Latino casereccio. Medioevo nel cuore. E satira sempre aggiornata. Ieri 26 settembre tanti fan e appassionati all’inaugurazione del nuovo store di Cagliari in via Is Mirrionis. Hanno brindato con l’ippocrasso, il sidro e l’idromele, oltre a cocktail preparati con liquori particolari, come quello alle ortiche o alle viole.

Una storia da 700mila follower su Facebook e circa 250mila su Instagram che parte da Cagliari, torna indietro all’età d’oro (per loro), dalla caduta dell’impero romano d’occidente alla scoperta dell’America. Poi fa il giro d’Italia (ma anche del mondo). E poi torna a Cagliari. Stesso posto, tredici anni dopo, zona di piazza d’Armi. Magistero, lettere e filosofia da una parte, Ingegneria dall’altra. È il 2012. Loro sono universitari: mentre studiano topografia e proiezioni ortogonali pensano a storia e letteratura. Prima una pagina Facebook con le goliardate in latino maccheronico ispirate anche all’Armata Brancaleone di Monicelli per prendere in giro la politica italiana. Poi, dopo il successo che corre insieme a quello di Lercio (altro fenomeno nato in Sardegna), la partecipazione a tutte le fiere legate ai cosplay e al fumetto. Sino al merchandising con prodotti che richiamano il medioevo venduti persino negli Stati Uniti e in Africa. Ora il ritorno a casa con un business ben avviato: la satira ha creato una società con sei posti di lavoro.

«Tutto è nato – spiega Matteo Quarantiello, uno dei fondatori insieme, tra gli altri, ad Alessandro Concas, Simone Pisano e Simone Seu – nelle vacanze natalizie del 2012. Era in corso la campagna elettorale e il termine libertà era sui manifesti di tanti partiti, dal Popolo delle libertà a Ecologia e libertà. E noi ci siamo inventati questo Feudalesimo e libertà. In un contesto in cui nascevano i Marxisti per Tabacci e lo stesso Lercio. Era una pagina social. E per due anni buoni è rimasto un progetto social diventato poi anche un'associazione di promozione sociale. Proprio in questa veste ha iniziato a partecipare a diversi contesti, soprattutto nell'ambito delle fiere del fumetto. Attirando l’attenzione degli amanti della rievocazione storica». Nemo propheta in patria, direbbero loro. «Abbiamo iniziato a girovagare un po' per l'Italia. E nel frattempo il gioco è cresciuto e ha varcato anche un po' i confini internazionali, perché abbiamo lanciato un crowdfunding su Kickstarter nel 2018 per un gioco da tavolo sul tema della peste nera, che ha venduto copie negli Stati Uniti e un po' anche in Africa e Asia». Dalla peste al Covid: «Durante la pandemia il progetto è esploso con l’e-commerce - spiega- perché era tutto chiuso. Anche con uno stile un po' sarcastico, nonostante il periodo». Ora il ritorno. Proprio vicino a dove avevano presentato la loro più ambiziosa un’operazione letteraria, la riscrittura della Divina Commedia. Il protagonista? Durante (Dante). Accanto a lui non Virgilio, ma Pierilio Agnola. Cioè Piero Angela. 

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