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Il caso

Cede il tetto del salone, chiusa la chiesa: «L’allarme 11 mesi fa»

di Franco Cuccuru
Cede il tetto del salone, chiusa la chiesa: «L’allarme 11 mesi fa»

A segnalarlo fu il sindaco Dettori, quando comparvero le prime infiltrazioni

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Uri La chiesa di Nostra Signora della Pazienza e le sue pertinenze sono state interdette in via precauzionale dopo il crollo parziale della copertura dell’ex salone parrocchiale. Il provvedimento, comunicato ieri dal parroco don Francesco Tavera, è stato assunto su indicazione degli uffici della Diocesi di Alghero-Bosa, in attesa delle verifiche degli organi competenti. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Matteo Dettori che considera la chiusura «una decisione comprensibile e necessaria, perché quando è in gioco la sicurezza delle persone non possono esserci esitazioni». Il Comune adotterà i provvedimenti necessari per tutelare chi transita nella zona e salvaguardare la chiesa, definita dal primo cittadino “monumento simbolo della nostra comunità».

Il problema non nasce oggi e richiama l’importanza della manutenzione ordinaria: «Da anni anche le più semplici attività, dalla pulizia dei canali di gronda alla manutenzione delle guaine, sono state progressivamente rimandate», interventi apparentemente piccoli, osserva il sindaco, ma indispensabili per impedire che acqua e tempo provochino danni più gravi alle strutture. Il primo cittadino ricorda di avere segnalato la situazione quasi 11 mesi fa, quando comparvero le prime infiltrazioni all’interno della chiesa. «Inviai una nota protocollata alla Soprintendenza e agli uffici diocesani, chiedendo un sopralluogo e un intervento urgente», precisa Dettori, ricordando che già allora il Comune aveva manifestato la propria disponibilità a collaborare per la tutela del monumento. «Oggi quelle che potevano apparire come emergenze prevalentemente conservative e decorative assumono un carattere decisamente più serio», prosegue il sindaco che ha nuovamente interessato gli uffici della Diocesi e annuncia un sollecito alla Soprintendenza per un nuovo sopralluogo e per individuare gli interventi necessari. Il Comune guarda anche alle possibili risorse previste nella variazione della legge finanziaria regionale, individuate già prima dell’emergenza. «Presenteremo una formale richiesta, nella speranza che possano essere messe rapidamente a disposizione le risorse necessarie», spiega Dettori. C’è infine il valore affettivo dell’ex sede parrocchiale, legata alla memoria di diverse generazioni. «Quei saloni, quella vecchia sede, sono stati per tanti giovani un luogo di incontro, di formazione, di amicizia e di comunità. La cura di un edificio storico non comincia quando arriva un’emergenza. Comincia molto prima»

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