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Esperti a confronto

«Riforma fiscale, più garanzie per i contribuenti»

«Riforma fiscale, più garanzie per i contribuenti»

A Cagliari il Congresso nazionale degli avvocati tributaristi dell'Uncat

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Cagliari La riforma fiscale non può trasformarsi in una corsa alla semplificazione a scapito dei diritti. È uno dei messaggi lanciati dagli avvocati tributaristi dell’Uncat, riuniti sino a ieri a Cagliari per il IX congresso nazionale. Al centro del confronto, la necessità di riequilibrare il rapporto tra amministrazione finanziaria e cittadini, garantendo controlli motivati, difese effettive e una giustizia indipendente.

Il presidente nazionale Gianni Di Matteo ha chiesto al governo e al parlamento di non arretrare sulle tutele introdotte dalla riforma fiscale. Tra i punti più delicati figurano le ispezioni fiscali: secondo l’Uncat, le recenti pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo impongono di rafforzare le garanzie contro accessi a sorpresa e indagini prive di motivazioni puntuali o di adeguati controlli indipendenti.

L’Unione chiede inoltre di consolidare il contraddittorio preventivo, affinché il contribuente possa contestare gli elementi dell’accertamento prima che diventi definitivo. Restano aperte anche le questioni legate alle sanzioni, alla riscossione e all’effettiva applicazione degli strumenti di tutela nel processo tributario.

Negli ulteriori contributi al dibattito del presidente  della Cat di Cagliari Giuseppe Lai e dalla consiglioera nazionale Sara Garau è emersa l’esigenza di ricondurre i nuovi istituti tributari a un quadro sistematico coerente, attraverso l’approfondimento scientifico, e di rafforzare l’assistenza giuridica alle imprese in un contesto normativo in continua trasformazione.

La seconda giornata del congresso ha riunito rappresentanti del governo, della magistratura, dell’Agenzia delle Entrate e dell’avvocatura. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato il ruolo crescente dei tributaristi negli strumenti di collaborazione fiscale e nella certificazione del rischio d’impresa. Il direttore della Giustizia tributaria Fiorenzo Sirianni ha indicato una riduzione dei ricorsi, pari al 9% complessivo nei due gradi di giudizio al 30 settembre 2026, e illustrato i progetti di digitalizzazione.

Proprio l’intelligenza artificiale è uno dei temi più delicati. L’Uncat ne riconosce le potenzialità, ma chiede trasparenza sugli algoritmi utilizzati negli accertamenti, possibilità di contestarne gli esiti e un controllo umano effettivo. Anche la presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria Carolina Lussana ha ribadito che la responsabilità delle decisioni deve restare in capo al magistrato.

La presidente della Sezione tributaria della Cassazione, Angelina Maria Perrino, ha richiamato l’importanza di una collaborazione tra giudici e avvocati per assicurare pronunce coerenti con gli standard europei e più certezza del diritto. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone ha indicato nella trasparenza e nel dialogo con contribuenti e professionisti le basi per prevenire le controversie.

Per Di Matteo, l’avvocato tributarista non è più soltanto il difensore in giudizio, ma una figura chiamata ad accompagnare cittadini e imprese anche nella gestione preventiva dei rischi fiscali.

Ospitato dalla Camera degli avvocati tributaristi di Cagliari, che celebra vent’anni di attività, il congresso ha confermato che l’efficacia della riforma si misurerà non solo sulle norme, ma sulla capacità di tradurre le garanzie scritte in diritti concretamente esercitabili.

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