Marcello e la tragica fine nel suo angolo di mare. Il ricordo commosso degli amici: «Era speciale, un gigante buono»
Guardia giurata, 32 anni, appassionato di body building e pesca: i funerali saranno celebrati a Sant’Orsola
Sassari Cento chili di muscoli, una passione sconfinata per il mare e quella voglia di ritagliarsi ogni tanto uno spazio tutto suo, lontano dal lavoro e dagli impegni quotidiani.
Marcello Fini, il 32enne sassarese travolto dalle onde venerdì mattina mentre pescava sulle scogliere della Valle della Luna, a Stintino, era un uomo forte, atletico, abituato all'acqua. Anche per questo, tra gli amici, è difficile accettare che non sia riuscito a salvarsi.
Il suo corpo è stato ritrovato ieri mattina 10 ottobre dai sommozzatori dei vigili del fuoco, a una decina di metri di profondità, praticamente nello stesso punto in cui era scomparso.
«Mi sono allenato con lui per anni – racconta Roberto Fancellu, dipendente della centrale elettrica di Fiume Santo – Marcello amava la palestra e si allenava quasi tutti i giorni. Era 100 chili di muscoli, ma un pezzo di pane. Aveva tantissime conoscenze, stimato da tutti e voleva i suoi spazi solitari: la pesca con la canna, che tanto amava, era uno di questi».
Un gigante buono, lo descrivono gli amici. Un ragazzo che alla forza fisica accompagnava un carattere semplice, generoso, sempre pronto alla battuta. Lavorava come guardia giurata per Vedetta 2 Mondialpol, dove svolgeva servizio nelle pattuglie notturne. Un mestiere che gli piaceva e al quale si dedicava con grande serietà. «Faceva molto bene il suo lavoro, era preciso, puntuale e non aveva paura di niente», racconta Rita Achenza, responsabile d'area della Mondialpol. «Era un ragazzo semplice, genuino, che metteva allegria».
È stata proprio Rita Achenza ad affidare a Facebook il ricordo dei colleghi. «Ci sono colleghi che lasciano il segno non soltanto per il lavoro che svolgono, ma soprattutto per le persone che sono. Marcello era uno di questi». E ancora: «Ma Marcello era anche una risata, una battuta, quella leggerezza capace di rendere più piacevoli anche le giornate difficili». Intanto, tra chi lo conosceva, ci si interroga su cosa possa essere successo in quegli ultimi istanti sulla scogliera. Alcuni amici ipotizzano che Marcello si fosse abbassato per recuperare dell'acqua con un secchio, utilizzato per mantenere fresco il pescato o preparare la pastura. Vicino alla sua sacca sarebbe stato trovato un cordino spezzato, legato alla roccia. È soltanto un'ipotesi, ma potrebbe spiegare perché si trovasse così vicino all'acqua quando è arrivata l'onda che lo ha trascinato in mare. C'è poi un altro interrogativo. Marcello era un appassionato di pesca subacquea, conosceva il mare, aveva una preparazione fisica fuori dal comune. Come è possibile che non sia riuscito a raggiungere uno scoglio e mettersi in salvo? Gli amici non escludono che l’onda possa averlo sbattuto violentemente contro le rocce, ferendolo o facendogli perdere conoscenza. Ma anche questa resta una supposizione, senza elementi che permettano di ricostruire con certezza quanto accaduto.
Una testimonianza raccolta dopo la tragedia lascia pensare che il giovane abbia tentato di salvarsi. «Mi risulta che sia stato visto nuotare – spiega Gavino Depalmas, comandante dei barracelli di Stintino, intervenuti nelle ricerche – Per lo meno questo avrebbero notato i turisti tedeschi che hanno dato l’allarme e che poi avrebbero visto il giovane sassarese scomparire tra le onde».
Depalmas conosce bene quel tratto di costa e i pericoli che nasconde. «Quando c'è mare la Valle della Luna da bellissima diventa infida e molto pericolosa. Con onde a volte enormi, specie con il maestrale e tanta risacca. Anche qualche anno fa un'altra persona è morta allo stesso modo».
Venerdì il mare era forza 8, il maestrale soffiava con violenza e le onde si abbattevano contro le pareti rocciose dell'insenatura. Condizioni tanto proibitive da impedire ai sommozzatori di immergersi durante la prima giornata di ricerche. A lungo l’elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato invano quel tratto di costa. E nemmeno i familiari e gli amici, che hanno partecipato alle ricerche, sono riusciti ad avvistare Marcello.
Soltanto ieri mattina è stato possibile raggiungere il fondale e recuperare il corpo. Ora resta il dolore di una famiglia e di una città in cui Marcello era conosciuto e benvoluto. La madre Mariangela, il padre Agostino, la sorella Linda, il fratello Manuel, il piccolo Lucas e la sua adorata Eleonora lo saluteranno insieme ai tanti amici e colleghi che in queste ore lo ricordano con affetto. I funerali saranno celebrati oggi 11 ottobre alle 15, nella chiesa di Sant'Orsola. «Ci mancherai, Marce», scrivono i colleghi di Vedetta 2 Mondialpol. Poche parole per salutare un uomo che, dietro quei cento chili di muscoli, tutti ricordano soprattutto per il sorriso.
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