Istigazione alla violenza sul web, indagati due giovani sardi
Sono sospettati di aver incitato a compiere azioni non pacifiche attraverso chat e piattaforme social in relazione alle recenti manifestazioni di piazza
Cagliari Ci sono anche due ragazzi del sud Sardegna, uno di Serramanna di 19 anni e l’altro di Pula di 25, tra le decine di persone indagate per istigazione alla rivolta esercitata sul web nel contesto di una indagine a livello nazionale da parte della Digos e polizia postale. Sono state eseguite sessanta perquisizioni in 23 città e comuni italiani nel corso di un blitz coordinato dalla Dda nazionale antimafia e anti terrorismo in una inchiesta su ipotesi di reato di apologia alla devastazione e saccheggio e istigazione alla violenza contro le forze dell'ordine sui social.
Due di queste perquisizioni hanno riguardato appunto i due giovani di Serramanna e Pula, sospettati di aver incitato alla violenza attraverso chat e piattaforme social, in relazione alle recenti manifestazioni di piazza. Il diciannovenne di Serramanna è figlio di immigrati di origini tunisine e libiche, l’altro di genitori sardi.
Polizia postale e Digos hanno individuato sul web un folto gruppo di persone, per lo più molto giovani, che commentando su piattaforme social i recenti episodi accaduti a Parigi, a Berlino e in alcune città del nord Italia, incitavano alla violenza e a rendersi protagonisti di raid contro le forze dell’ordine nei cortei di protesta di lavoratori, studenti e cittadini comuni. Non si conosce al momento il risultato delle perquisizioni. Gli indagati dovrebbero essere complessivamente poco meno di un centinaio.(l.on)
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