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Sassari, rischio vendette dopo l’accoltellamento: chiuso dalla polizia il locale “Le Iene”

di Luca Fiori
Sassari, rischio vendette dopo l’accoltellamento: chiuso dalla polizia il locale “Le Iene”

Il titolare Roberto Sias: «Accettiamo il provvedimento e siamo vicini al ragazzo ferito, ma per noi è un’ingiustizia»

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Sassari Quindici giorni di chiusura per “Le Iene”, dopo l’accoltellamento di un diciassettenne avvenuto fuori dal locale nella notte tra sabato e domenica della scorsa settimana in via Marghinotti nel centro di Sassari. La Questura ha sospeso la licenza di pubblico spettacolo ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Secondo la ricostruzione della polizia di Stato, la vicenda sarebbe iniziata all’interno del locale, dove il giovane poi identificato come presunto aggressore, in stato di alterazione per l’assunzione di alcol, sarebbe stato allontanato dalla sicurezza per alcuni comportamenti molesti. «Non si reggeva in piedi – racconta il gestore del locale Roberto Sias – ed è stato accompagnato fuori perchè non era più un ospite gradito, ma voglio precisare che all’interno del locale non c’è stata alcuna rissa».

La situazione sarebbe poi degenerata in una rissa all’esterno, durante la quale il minorenne è stato ferito al petto e a una gamba. Il gestore del locale esprime vicinanza al ragazzo e alla famiglia, ma contesta la ricostruzione sull’origine dello scontro: «Siamo stati i primi a chiamare il 112, già prima che la rissa avvenisse, perché avevamo segnalato che poteva esserci un problema. Dopo l’aggressione ho chiamato subito l’ambulanza. Un nostro addetto alla sicurezza si è tolto la cintura e l’ha utilizzata per bloccare il sanguinamento».

Sias sostiene che l’aggressione non sia iniziata all’interno del locale e precisa che il ferito e gli altri ragazzi coinvolti si trovavano già in via Marghinotti, fuori dall’esercizio e non in fila per entrare. Il gestore rivendica inoltre gli standard di sicurezza adottati, con personale specializzato e metal detector, e spiega che la clientela è composta prevalentemente da studenti universitari e ragazzi fuori sede.

«Non possiamo conoscere tutti quelli che si presentano all’ingresso né sapere che faccia abbia una persona. Non possiamo prevedere tutto – aggiunge Sias –  servono strumenti anche da parte degli organi competenti». Sulla sospensione, Sias chiarisce: «Accettiamo il provvedimento, il lavoro della Questura e quello di chi hanno condotto le indagini. Siamo vicini al ragazzo e alla sua famiglia, ma per noi è un’ingiustizia – precisa Sias – abbiamo fatto tutto quello che era possibile».

Il gestore ricorda anche l’impegno per limitare i disagi nel quartiere, compresa la pulizia delle strade a spese del locale, e conferma la volontà di ripartire: «Ci organizzeremo e riapriremo il 14 novembre, più attenti di prima». La Questura precisa che la sospensione non ha natura sanzionatoria nei confronti del gestore, ma è una misura preventiva per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. All’esterno dovrà essere esposto il cartello che comunica la chiusura per disposizione del questore. Intanto, dopo le voci di possibili vendette circolate sui social, resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine per le feste di Halloween in programma nella serata di oggi, 31 ottobre, ad Alghero e in un altro locale di Sassari. Le segnalazioni e i post di minacces sui social vengono monitorate dalla Questura di Sassari per prevenire eventuali episodi di violenza.

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