Barumini, tzia Linuccia compie cento anni: «Vorrei che il tempo si fermasse»
Elena Melis festeggia con tre figli, sette nipoti e quattro pronipoti: il suo desiderio è continuare a godere dell’abbraccio della famiglia
Barumini «Vorrei che il tempo si fermasse per lasciarmi ancora godere a lungo dell' abbraccio caloroso della mia bellissima famiglia». E' il desiderio espresso il giorno del centesimo compleanno da Elena (Linuccia) Melis. La neo centenaria terzogenita dei cinque figli di Antonia Vinci, originaria di Tuili, casalinga tutto fare, e Silvio, originario di Las Plassas, pastore, è nata a Las Plassas in una poverissima catapecchia ubicata alla periferia del centro abitato del paese della Marmilla in direzione di Furtei. Tzia Linuccia ha avuto l' infanzia segnata dalla prematura scomparsa della madre avvenuta nel 1934.
«E' stato un trauma enorme. Sono dovuta crescere in fretta, afferma». La neo centenaria solo saltuariamente ha frequentato la prima classe della scuola elementare e si rammarica di non avere imparato a leggere e scrivere. "A dexi annus, po agiudai sa familia seu andada a traballai cumenti serbidora (Dall’età di dieci anni, per aiutare la famiglia, sono andata a lavorare come domestica), sottominea. Ha ricordi particolari degli anni 1940-45 della seconda guerra mondiale? «Ricordo che I tedeschi che avevano un punto di osservazione nella collina sormontata dai ruderi del Castello della Marmilla quando venivano in paese si divertivano a sparare alle finestre delle case.Io non ho patito la fame come la maggior parte dei lasplassesi perché facevo la domestica in casa di una famiglia benestante. In su 1949 appu cambiau is meris e seu andara a bivi in Barumini (Nel 1949 ho cambiato padroni e sono andata a vivere a Barumini».
La neo centenaria si è sposata nel 1955 a Barumini nella chiesa parrocchiale della Beata Vergine Immacolata con il pastore Italo Usai. Tzia Linuccia ha messo al mondo 3 figli: Giuseppe, Maria Antonietta e Anna Paola. Oltre a fare la casalinga ha continuato a lavorare a ore per incrementare le magre entrate familiari. Ha panificato in casa «(a fai su pani in domu appu imparau de sa prima meri)» (a fare il pane in casa ho imparato dalla prima padrona), è stata anche un'abile pasticcera domestica, preparava i dolci tipici non solo per il fabbisogno familiare ma anche per rivenderli. Nonostante i gravosi impegni ha trovato il tempo da dedicare al suo hobby: la floricoltura. La neo centenaria ha sempre mangiato di tutto ma con moderazione. Tra i cibi preferiti la carne bollita e i minestroni di legumi. Per festeggiare il traguardo del secolo di vita i figli le hanno organizzato una bellissima festa, iniziata dopo la messa di ringraziamento celebrata da monsignor Ignazio Serra parroco di Barumini, alla quale tra gli hanno pertecipato oltre ai familiari, compresi i 7 nipoti, i 4 pronipoti, il parroco, il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu, la comandante della stazione carabinieri, il maresciallo Sarà Pisci, il vice sindaco Betti Sergi e l'assessore Antonio Sergi. La neo centenaria, commossa, ha ringraziato e ha dato appuntamento a tutti per il centunisino compleanno. (Gian Carlo Bulla)
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