La nave dei veleni riparte con mille sacchi sospetti

Cesio a Portovesme, ancora non sono stati resi noti i risultati dei rilievi effettuati dai vigili del fuoco sul carico di fumi di acciaieria provenienti dalla Grecia

PORTOVESME. Non sono stati resi noti i rilievi effettuati dai vigili del fuoco sul carico di fumi di acciaieria nella stiva della motonave Eli Sum, che ieri ha ripreso il largo con il carico di mille sacchi di fumi di acciaieria, rifiutati dalla Portovesme srl. Gli accertamenti radiometri effettuati giovedi pomeriggio, dai vigili del fuoco di Cagliari negli oltre 1000 sacchi di scorie di fonderia rimasti nella stiva della nave saranno resi noti oggi dal prefetto di Cagliari, tramite il comandante della capitaneria di Portovesme, tenente di vascello, Giuseppe Pasquino. I controlli, a tutela della salute dei marinai e del personale del porto sono severissimi. I cinque sacconi incriminati sono ancora in quarantena nello stabilimento di piombo e zinco. Ieri, in provincia su richiesta del presidente della commissione lavoro, Angelo Cremone, l'assessore all'ambiente Carla Cicilloni, ha illustrato le prescrizioni imposte dalla prefettura e dalle autorità marittime .

«Sono state eseguite le procedure – ha spiegato Carla Cicilloni – e non ci sono stati problemi e conseguenze. Il portale radiometrico della Portovesme srl ha rilevato l'anomala presenza nelle cinque sacche ed è scattato immediatamente l'apparato di prevenzione». Per Cremone invece occorre, che un portale radiometrico sia istallato anche nel porto. " Non deve più accadere_ ha concluso Cremone_ che un carico contaminato da sostanze radioattive possa arrivare in una fabbrica. Il carico deve essere controllato ed eventualmente fermato prima del trasporto su camion. Questo a garanzia dello stesso stabilimento. Il consigliere provinciale ha anche denunciato che nel porto di Cagliari è presente un portale radiometrico inutilizzato. (ea)

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