La Nuova Sardegna

Infuso di oleandro per suicidarsi: salvata in extremis

CARBONIA. Ha cercato i togliersi la vita ingerendo un frullato di oleandro, una pianta ornamentale tra le più amate ma anche tra le più pericolose per le sostanze tossiche racchiuse nelle sue foglie....

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CARBONIA. Ha cercato i togliersi la vita ingerendo un frullato di oleandro, una pianta ornamentale tra le più amate ma anche tra le più pericolose per le sostanze tossiche racchiuse nelle sue foglie. Arrivata in condizioni gravissime al pronto soccorso del Sirai una donna è stata salvata in extremis e solo grazie alla corsa per trovare il rarissimo antidoto di cui la Asl 7 era sprovvista. La dottoressa Viviana Lentini, responsabile del pronto soccorso, si è subito attivata e ha contattato le altre aziende sanitarie dell’isola. L’unica ad avere l’antidoto (gli anticorpi anti-digossina) era la Asl di Sassari. Ma il viaggio troppo lungo da Carbonia avrebbe richiesto troppo tempo e messo a rischio la salute della paziente. E’ stato determinate l’intervento della prefettura di Cagliari che ha organizzato una staffetta di auto della polizia, che sono riuscite a far arrivare in tempo il farmaco. La paziente, una donna di circa 30 anni, ha mostrato subito segni di miglioramento e presto sarà dimessa. La Asl 7 ha ringraziato la prefettura di Cagliari, la polizia e l’Asl di Sassari e ha comunicato di essersi procurata una scorta dell’antidoto. L’oleandro è da senpre tanto bello quanto pericoloso: le foglie contengono sostanze potenzialente mortali, che agissono a livello del cuore. (tamara peddis)

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