La Nuova Sardegna

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Progetto innovativo approdato in Alaska

CARBONIA. Approdano in Alaska le tecnologie della Sotacarbo, l’ente di ricerca che ha la sua sede nella Grande miniera di Serbariu. Destinato ad una miniera di carbone sarà progettato e realizzato...

17 luglio 2013
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CARBONIA. Approdano in Alaska le tecnologie della Sotacarbo, l’ente di ricerca che ha la sua sede nella Grande miniera di Serbariu. Destinato ad una miniera di carbone sarà progettato e realizzato un impianto di gassificazione, della potenza di 5 megawatt, destinato a produrre l’energia elettrica necessaria per i cantieri.

La miniera è la Usibelli Coal Mine, una miniera di carbone di basso rango situata in una zona dell’Alaska isolata e soggetta a continue interruzioni della fornitura elettrica. Come rivelato dai test di gassificazione del carbone dell’Alaska, effettuati lo scorso anno presso il Centro Ricerche di Carbonia.

Il processo di gassificazione in letto fisso controcorrente impiegato nella piattaforma Sotacarbo è risultato il più efficace per superare queste limitazioni.

Sulla scia di questi risultati estremamente positivi è stato avviato un programma di sviluppo per la realizzazione dell’impianto.

Un progetto sul quale Sotacarbo lavorerà con la società texana Hamilton Maurer International, che ha contribuito tra l’altro alla progettazione dei gassificatori della piattaforma pilota presente nella Grande Miniera di Serbariu.

Sembra vincente, insomma, la strategia della Sotacabo di puntare sui carboni poveri partendo dal carbone Sulcis come rampa di lancio per ritagliarsi un ruolo di riferimento a livello mondiale.

Quella dei “combustibili di basso rango”, senza la tecnologia adatta per sfruttarla in modo conveniente, è una situazione che accomuna il Sulcis ad altri territori con problemi analoghi. Questo fa sì che l’interesse per la ricerca sui carboni “poveri” possa contare su bacino che va ben al di là del solo ambito isolano.

Recentemente è stato siglato un accordo con gli ungheresi dell’Ormosszén Kft, per la costituzione di un Consorzio internazionale finalizzato allo sviluppo di tecnologie di valorizzazione dei carboni di basso rango.

I riscontri decisamente incoraggianti dei test hanno spinto le due società a avviare un progetto di ricerca – per il quale verrà chiesto il co-finanziamento dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 per lo sviluppo e la sperimentazione di differenti tecnologie, come quelle relative alla gassificazione del carbone, al trattamento del gas da essa derivante per la produzione di idrogeno e combustibili liquidi e alla rimozione della C02.

Tutto ciò in attesa che si sappia che fine farà il progetto principale a cui sta lavorando Sotacarbo, quello legato alla nuova ipotetica centrale a bocca di miniera. (g.f.n.)

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