Beppe Grillo: «Mio figlio non ha fatto niente, arrestate me» - VIDEO

Lo sfogo su Facebook: «Vi sete resi conto che non è vero niente»

ROMA. "Mio figlio è su tutti i giornali come stupratore seriale insieme ad altri 3 ragazzi... io voglio chiedere chiedere veramente perché un gruppo di stupratori seriali non sono stati arrestati, la legge dice che vanno presi e messi in galera e interrogati. Sono liberi da due anni, ce li avrei portati io in galera a calci nel culo". Così Beppe Grillo si sfoga in un video su Facebook

"Allora perché non li avete arrestati? Perché vi sete resi conto che non è vero niente, non c'è stato niente perché chi viene strupato fa una denuncia dopo 8 giorni vi è sembrato strano. - incalza il fondatore M5S - E' strano. E poi c'è tutto un video, passaggio per passaggio, in cui si vede che c'è un grupppo che ride, ragazzi di 19 anni che si divertono e ridono in mutande e saltellano con il pisello, così... perché sono quattro coglioni".

Intanto, è giunta alle ultime battute la lunga inchiesta della Procura di Tempio su un presunto caso di violenza sessuale avvenuto durante l'estate di due anni fa due anni fa in un residence di Porto Cervo. Sono indagati Ciro Grillo (nella foto), figlio del comico genovese fondatore del Movimento 5 stelle, e altri tre amici che con lui erano in vacanza in Costa Smeralda: Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Secondo l'accusa, i quattro giovani, poco più che maggiorenni,dopo una serata trascorsa al Billionaire avrebbero abusato in gruppo di una studentessa 19enne, di Milano ma di origine scandinava, in vacanza con un un'amica. Tutti gli indagati si sono sempre professati innocenti. L'inchiesta - condotta al procuratore di Tempio Gregorio Capasso e dalla pm Laura Bassani - è stata chiusa nel mese di novembre del 2020 e gli atti sono stati trasmessi ai difensori degli indagati per le loro osservazioni. Al momento non è ancora scaduto il termine a difesa (questione di giorni, se non addirittura di ore) e la Procura non ha ancora tratto le sue conclusioni. Ovvero, richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati oppure richiesta di archiviazione. Nel frattempo, in queste settimane l'attività dei difensori si è fatta incalzante e tutti gli indagati, a loro richiesta, sono stati sentiti in Procura e hanno ribadito la loro versione dei fatti, cioè nessuna violenza («la ragazza era consenziente»).

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