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Nuoro

L’iniziativa

Astronauti e minatori e ricercatori al Polo: in Sardegna nasce la palestra per i lavoratori estremi

di Michela Columbu
Astronauti e minatori e ricercatori al Polo: in Sardegna nasce la palestra per i lavoratori estremi

In vista dell’Einstein Telescope un centro dedicato al benessere e salute psicofisica

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Ollolai «Ollolai diventa la capitale europea del benessere scientifico: nasce il Villaggio HealES». È l'annuncio della amministrazione comunale guidata da Salvatore Zedde, che spiega come il paese diventerà un punto di riferimento dedicato alla salute psicofisica di chi lavora in ambienti estremi. L'Einstein Telescope a pochi chilometri di distanza e l'esperienza pluriennale in Antartide del ricercatore gavoese Marco Buttu hanno con molta probabilità indicato la strada. Lo studio di fattibilità finanziario è stato redatto dalla Dp Progettazioni di Nuoro con un costo complessivo di 8,5 milioni di euro. «Il primo centro europeo dedicato alla preparazione, prevenzione e cura dello stress psicofisico di chi lavora in ambienti estremi e confinati – spiega il sindaco – ricercatori scientifici, tecnici di laboratori sotterranei, operatori di piattaforme offshore, minatori di grandi impianti estrattivi in profondità, astronauti e personale di terra delle agenzie spaziali, lavoratori di basi polari e stazioni remote». Al lavoro ci saranno quindi psicologi specializzati in ambienti estremi, medici fisiatri, fisioterapisti, nutrizionisti, ricercatori, personale tecnico e amministrativo. Il cuore del progetto è HealES-PsychoLab, una unità psicologica, “un laboratorio clinico con tre protocolli proprietari - si legge nella presentazione del progetto - Prep, ossia (preparazione pre-immissione), Monitor (sorveglianza longitudinale) e Recover (decompressione post-turno) — affiancati da metodologie cliniche validate: cbt, emdr, act, terapia di gruppo. Una camera di simulazione sensoriale permette al personale di familiarizzare gradualmente con le condizioni dell'ambiente estremo prima dell'accesso reale”. Una fattibilità che arriva anche e sopratutto grazie all'ambiente: «Il paesaggio della Barbagia – si legge ancora – i boschi di leccio e castagno, i pascoli d'altopiano, il cielo notturno tra i più bui d'Europa, è parte integrante del progetto di cura. Percorsi eco-terapeutici, orti con specie autoctone, un centro idroterapico e la cucina locale completano un'offerta terapeutica che non ha equivalenti nel panorama europeo». Per Salvatore Zedde e per il suo gruppo si tratta di dare atto alla volontà di diventare co-protagonisti di una grande rivoluzione culturale e scientifica: «Potevamo guardare da lontano la grande scienza sperando che qualcosa di quel fervore si riversasse sul nostro territorio. Abbiamo scelto di essere protagonisti di una dimensione che nessun altro stava ancora pensando: prendersi cura delle persone che quell'avventura la vivono ogni giorno dall'interno, letteralmente».

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