Pari opportunità, la nuova sfida di una barbaricina

Stefania Chisu neopresidente della commissione regionale «Terremo le riunioni in tutti i capoluoghi di provincia»

NUORO. È la prima donna nuorese alla guida della Commissione pari opportunità (dipartimento del ministero del Lavoro e delle politiche sociali). Eletta presidente dal consiglio regionale, Stefania Chisu, 42 anni, insegnante, sposata e madre di due figli, è impegnata in politica da circa 15 anni nelle file dell’Udc. «La Commissione dovrebbe operare in collaborazione con il consiglio regionale e gli assessorati – spiega la neo eletta –, avendo un occhio di riguardo verso l’elaborazione legislativa, i piani sull’imprenditorialità femminile, la formazione in genere. Dovremo essere in teoria sempre consultate per dare una nostra opinione. Stiamo lavorando alla stesura di una nuova legge istitutiva, aggiornata sull’attualità». «La Commissione dovrebbe avere un ruolo prettamente politico – va avanti Stefania Chisu –, ma le donne facenti parte vivono lo spirito di collaborazione che si è creato e che va al di là delle differenti appartenenze politiche».

«Quello che noi vogliamo è fare in modo che si abbia una maggiore presenza femminile nelle istituzioni e nella politica in genere: spesso le dinamiche della politica lasciano in disparte le donne. Dal febbraio del 2010 stiamo lavorando all’introduzione nella legge elettorale della doppia preferenza di genere. La nostra proposta è stata presentata anche da consiglieri regionali sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma l’origine dell’iniziativa è proprio nata dalla conferenza nazionale delle presidenti di Commissione pari opportunità. A dicembre una sentenza della Corte costituzionale per la legge della Campania aveva dato l’ok a questa modifica e la Corte costituzionale l’ha giustificata dicendo che sarebbe stata utile a riequilibrare la democrazia, la proposta è stata definita di discriminazione positiva». Eppure è sempre più diffusa la disaffezione nei confronti della politica. L’attività della Commissione potrebbe influire positivamente?: «La maggiore presenza femminile nei posti di potere inciderebbe molto per il bene collettivo, abbinando capacità personali all’essere donne. Le donne veramente capaci, oneste, determinate, in quanto donne garantiscono una marcia in più».

Resta il fatto che Costituzione italiana,che offre vari spunti alla tutela delle Pari opportunità, è stata ripetutamente violata... «Spesso la politica resta un impegno prettamente maschile, discriminando le donne che dovendo dividersi tra lavoro famiglia e magari anche politica, vengono automaticamente messe da parte. Le donne che hanno fatto carriera politica sono economicamente forti e spesso single, è un sacrificio l’impegno politico, che spesso induce le donne ad arrendersi. Personalmente posso dire che ho l’appoggio di mio marito ed è un grande supporto. Il mio obiettivo è prima di tutto quello di essere realmente presente ed efficace non solo in sede regionale, ma anche decentrando le riunioni che vorrei si svolgessero in tutte le città capoluogo di Provincia ma anche nei maggiori centri, in modo da creare una rete che vada al di là dei partiti finalizzata anche a sostenere l’attività delle donne elette nei consigli comunali e provinciali. Uno dei primi obiettivi da affrontare è la nuova legge elettorale, una battaglia sulla quale non molliamo la presa; un altro obiettivo sarà l’osservatorio regionale sulla violenza di genere, che metta in contatto fra di loro tutti i centri antiviolenza dell’isola e possa potenziarne l’efficacia».

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