Futuro sostenibile, incontro regionale alle ex caserme Mura
MACOMER. Oggi, alle ore 18, nelle ex caserme Mura si terrà il 1° incontro regionale di “Sardegna in Transizione”. Lo organizzano la rete regionale di Sardegna in Transizione, l’associazione...
MACOMER. Oggi, alle ore 18, nelle ex caserme Mura si terrà il 1° incontro regionale di “Sardegna in Transizione”. Lo organizzano la rete regionale di Sardegna in Transizione, l’associazione ProPositivo e il Centro servizi culturali Unla. Si parlerà di “città in transizione”, cioè dell’evoluzione delle comunità verso modi di vita sostenibili basati sull’uso corretto ed equilibrato delle risorse. Il programma prevede l’introduzione all’evento con la proiezione del corto documentario “In Trasition”. Seguiranno interventi dei rappresentanti di Sardegna in Transizione, Gas (Gruppi acquisto solidale), Prantaluche, Biosardinia, l’associazione culturale Scirarindi di Cagliari, Sardex, ProPositivo Ecosardi e Centro servizi culturali. Seguirà il dibattito.
Transizione è «un movimento socio-culturale che agisce all’interno delle comunità locali nel tentativo di condurre la società dall’attuale sistema economico fondato sulla dipendenza dal petrolio verso un sistema di equilibrio tra risorse locali e globali». Più in concreto, con l’incontro di Macomer Transizione si propone di far conoscere tutti i gruppi e le associazioni che portano avanti e promuovono iniziative in linea con i temi della Transizione verso un futuro sostenibile per la comunità locale puntando sull’uso corretto delle risorse e dell’ambiente. Si punta, in pratica, a costruire una rete di comunità locali rispettose dell’ecosistema in cui vivono. Intento dell’incontro odierno è quello di far conoscere i gruppi perché operino in sinergia. L’obiettivo è di costituire gruppi di acquisto solidale per creare un rapporto diretto fra agricoltura e consumatori, soluzione che aiuta l’agricoltura e consente di mangiare cose di qualità spendendo di meno, ma anche di diffondere pratiche tese a migliorare l’ambiente nel quale si vive e di creare una rete regionale di coltivatori biologici che realizzano orti botanici e orti sociali affiancandola da una rete di distribuzione.
«Puntiamo spiega Gian Luca Atzori – a creare e diffondere anche a Macomer e nella zona questa cultura e queste pratiche, che sono già in uso in altri centri della Sardegna». Il secondo passaggio sarà quello di portare esperti internazionali di transizione per diffondere le tecniche a livello locale. (t.g.t.)
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