La Nuova Sardegna

Trasporti

Aeroitalia pronta a lasciare l’isola, Gaetano Intrieri: «Questa continuità è insostenibile» – L’intervista

di Andrea Massidda
Aeroitalia pronta a lasciare l’isola, Gaetano Intrieri: «Questa continuità è insostenibile» – L’intervista

La compagnia minaccia le vie legali contro la Regione per il caro carburante. L’ad: «Risoluzione del contratto se non arrivano risposte concrete»

5 MINUTI DI LETTURA





Cagliari La continuità territoriale rischia seriamente di perdere quota. Aeroitalia cancella una delle quattro frequenze giornaliere previste sulla rotta Olbia-Roma, punta il dito contro la Regione per il mancato adeguamento delle tariffe al caro carburante, e come se non bastasse minaccia di passare alle vie legali. «Se non arriveranno risposte concrete – avverte Gaetano Intrieri, amministratore delegato della compagnia – potremmo chiedere la risoluzione del contratto».

Uno scenario da incubo che riaccende l’allarme sui collegamenti aerei dell’isola. «Con il carburante a 1,50 euro al chilo questo regime di Continuità non si può sostenere», precisa il manager, che chiama in causa le responsabilità politiche e chiede un intervento immediato. Il confronto con la Regione passa ora da una riunione convocata tra oggi e lunedì con l’Enac: senza impegni precisi, la compagnia è pronta a rivolgersi al giudice.

Professor Intrieri, partiamo dal caso di questi giorni: sulla vostra piattaforma, per il periodo compreso tra novembre e febbraio 2027, risultano tre voli giornalieri sulla rotta Olbia-Roma, anziché i quattro previsti dal bando di continuità territoriale. Perché?

«Si tratta di una cancellazione. Lo abbiamo fatto anche su altre rotte a causa della crisi del carburante, sulla quale ancora oggi nessuno ha fatto nulla, nonostante gli impegni assunti. Tra costi del carburante e tariffe agevolate estese non siamo in grado di garantire tutti i voli previsti. Questa continuità territoriale, con il carburante a 1,50 euro al chilo, è assolutamente insostenibile».

Quando dice che nessuno ha fatto nulla, si riferisce al Governo o alla Regione?

«Mi riferisco a tutti. Nessuno è intervenuto. Stiamo sostenendo con le nostre forze i collegamenti vitali per la Sardegna, consapevoli che abbiamo anche una responsabilità morale. Ma adesso basta, abbiamo deciso di intervenire attraverso i nostri legali per diffidare la Regione ad adempiere ai propri obblighi: se vuole che la continuità territoriale prosegua, deve smetterla di perdere tempo».

Il Governo, però, potrebbe aver promesso degli aiuti che non sono ancora arrivati.

«Questo io non lo so. Il contratto lo abbiamo firmato con la Regione, non con l’esecutivo nazionale. È Cagliari, non Roma, che deve decidere se vuole continuare a giocare o iniziare a fare le cose seriamente come abbiamo fatto noi in questi quattro anni. Oltretutto, posso aggiungere un particolare?».

Prego.

«Bene, allora ricordo che Aeroitalia ha assunto 389 persone sarde. Quindi non è più soltanto una questione di continuità territoriale, ma anche di responsabilità sociale. Eppure, all’interno della giunta regionale sembra esserci qualcuno innamorato di altre compagnie» .

Ha detto che vi siete già rivolti ai vostri legali. Quali conseguenze potrebbe avere questa vostra iniziativa?

«La questione riguarderebbe una riduzione del servizio non autorizzata dalla Regione. Peccato che ci sia un articolo del Codice civile, il 1467, che disciplina l’eccessiva onerosità sopravvenuta nei contratti con prestazioni corrispettive. Come la Regione sa bene, perché glielo abbiamo già scritto un mese fa, in presenza di queste condizioni siamo legittimati a chiedere la risoluzione del contratto».

Cioè, abbandonereste la Sardegna?

«Bisogna capire se la Regione vuole che Aeroitalia continui a volare oppure se vuole che la compagnia risolva il contratto. Poi, eventualmente, a operare sulla rotta arriveranno altri vettori, chi lo sa. Però basta guardare quello che è successo con il collegamento Alghero-Linate: quante compagnie si sono presentate ai bandi? Nessuna».

A proposito, lei come si spiega che sull’Alghero–Milano le gare vadano deserte nonostante i bandi sembrino diventare sempre più appetibili?

«Non sono affatto appetibili. Gli importi previsti sono insufficienti rispetto ai costi necessari per garantire tutti i servizi richiesti. E non lo saranno finché la continuità territoriale verrà organizzata in questo modo. Abbiamo una parte dell'azienda interamente dedicata alla continuità territoriale. È un impegno importante, che richiede risorse e una programmazione adeguata».

Quanto pesa, nella gestione delle rotte sarde in continuità, la stagionalità della domanda? Quanto incide, per esempio, il dover mantenere un'offerta invernale anche quando i passeggeri sono molti meno rispetto all'estate?

«La differenza tra estate e inverno è del 30 per cento. Devo dire, però, che stiamo registrando buoni risultati sul fronte dei passeggeri. L'unica nota positiva, in questo disastro, è proprio la crescita esponenziale del numero di viaggiatori, sia sulle rotte per Roma sia su quelle per Milano Linate».

Altre compagnie aeree, invece, stanno attraversando difficoltà molto gravi, con decise riduzioni dell'offerta e cancellazioni. Come valuta questa situazione?

«La classe dirigente sarda dovrebbe fare una seria riflessione su quello che è stato fatto in questi anni per l’isola. Adesso non si può più giocare e non si possono fare ulteriori speculazioni politiche. Il problema va affrontato con serietà, altrimenti c’è il rischio che a Roma ci si debba andare con il piroscafo».

Quali sono le sue previsioni per il trasporto aereo e, in particolare, per la continuità territoriale in Sardegna?

«Una continuità territoriale organizzata in questo modo, ora non è sostenibile. Bisogna rivedere diversi aspetti del sistema. Siamo di fronte a una delle crisi più gravi del trasporto aereo degli ultimi vent'anni: non si era mai visto il carburante raggiungere questi livelli. È un miracolo che ci siano ancora voli giornalieri da Olbia a Roma, perché molte compagnie hanno già cancellato collegamenti. Ryanair, per esempio, ha annunciato tagli significativi alla propria offerta. Basta vedere quello che è successo ad Alghero, dove i voli sono stati fortemente ridimensionati».

Anche Aeroitalia ha ridotto le frequenze, pur continuando a operare.

«Il bando prevede che quando aumenta il costo del carburante vengano adeguate le tariffe per le categorie di passeggeri che beneficiano delle agevolazioni. Ma per ragioni politiche, la Regione ha deciso di non farlo. Chi prende certe decisioni deve anche assumersene la responsabilità».

Avete chiesto un incontro con l'assessora regionale ai Trasporti?

«Sì, e ci siamo anche rivolti al direttore generale dell'Enac, che dovrebbe convocare una riunione entro lunedì prossimo. Da quell'incontro dobbiamo uscire con le idee chiare e con impegni immediati e precisi. Altrimenti Aeroitalia farà valere l'articolo 1467 del Codice civile».

Quindi tutto dipenderà dall'esito di questa riunione?

«Sì. Se la Regione si presenterà con proposte serie, bene. In caso contrario, noi non potremo continuare a volare alle condizioni attuali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Trasporti

Aeroitalia pronta a lasciare l’isola, Gaetano Intrieri: «Questa continuità è insostenibile» – L’intervista

di Andrea Massidda
Le nostre iniziative