La Nuova Sardegna

Nuoro

Una concessione postuma per sanare gli abusi edilizi

di Angelo Fontanesi
Una concessione postuma per sanare gli abusi edilizi

Orosei, documento del procuratore Andrea Garau per evitare alcune demolizioni «Non ci sarebbe l’estinzione del reato ma si eviterebbe l’abbattimento»

12 aprile 2014
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OROSEI. C’è procura e procuratore anche nel caso degli abusi edilizi condannati alla demolizione.

Andrea Garau, procuratore della Repubblica del tribunale di Nuoro, la problematica l’ha eredità dal suo predecessore Antonio Amoroso, che nel gennaio del 2008 aveva incominciato la campagna di demolizioni in provincia di Nuoro ordinando l'abbattimento di una mansarda abusiva realizzata a Cala Liberotto.

Una “campagna” andata avanti tra molti clamori e fortissime tensioni sociali e pochi risultati concreti: alla fine furono una mezza dozzina i piccoli manufatti demoliti e una ventina gli autoabbattimenti su centinaia di casi censiti. Dall’estate 2008 comunque le “ruspe con le stellette” nel Nuorese non sono più scese in campo ma non per questo la procura ha smesso di seguire il caso e di cercare ogni forma di soluzione. L’ultima iniziativa, passata peraltro piuttosto in sordina, è datata luglio 2013 ma se ne è avuta notizia solo in questi giorni. Si tratta di una circolare vergata di pugno dal procuratore nuorese e inviata a tutti i sindaci e a tutti i responsabili degli uffici tecnici dei Comuni ricadenti nel circondario del tribunale di Nuoro. Un documento nel quale Garau indica quella che secondo il suo ufficio potrebbe rivelarsi come valida soluzione per evitare decine di demolizioni altrimenti non più procrastinabili.

Il Procuratore fa riferimento ai quei casi dove non si sia potuta ottenere la sanatoria dell'abuso per la mancanza della doppia conformità. «In questi casi – spiega Garau – la demolizione dell’abuso è obbligatoria anche quando le attuali norme edificatorie ed urbanistiche del Comune consentirebbero la realizzazione di locali anche più grandi di quelli a suo tempo sanzionati perchè realizzati in assenza dei presupposti urbanistici».

Ebbene facendo riferimento a recenti sentenze del Consiglio di Stato Garau definisce questa prassi «una interpretazione della legge ottusa e non condivisibile» e invita i Comuni a considerare la possibilità di adottare quella che viene definita «concessione edilizia postuma o sanatoria giurisprudenziale». In pratica, qualora l'abuso accertato e sanzionato risulti attualmente all'interno di una zona di espansione edilizia o in ogni caso potesse sfruttare nuove possibilità autorizzative (vedi Piano casa) il Comune potrebbe concedere una concessione edilizia ex nova che comprendesse al suo interno anche il vecchio abuso. «In tal caso – spiega Garau nella sua circolare – non ci sarebbe l'estinzione del reato ma si eviterebbe la pratica dell'abbattimento con la conseguente archiviazione di molte pratiche pendenti inerenti la demolizione di manufatti abusivi».

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