La Nuova Sardegna

Nuoro

I 40 anni di Quaderni bolotanesi

di Federico Sedda
I 40 anni di Quaderni bolotanesi

La rivista culturale festeggia l’importante traguardo con una cerimonia in Comune

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BOLOTANA. Bolotana si prepara a celebrare il quarantesimo anniversario della nascita dei “Quaderni bolotanesi”, la rivista sarda di cultura fondata e diretta da Italo Bussa per le edizioni “Passato e presente”. Il fascicolo del 2014, targato 40, sarà presentato nell’aula consiliare del Comune mercoledì prossimo, 7 maggio, con inizio alle 11. Il traguardo delle quaranta candeline della rivista più longeva del panorama editoriale sardo sarà, invece, celebrato il 17 maggio prossimo con un convegno promosso dall’amministrazione comunale e dall’associazione culturale “Passato e presente”.

All’iniziativa parteciperanno intellettuali, accademici e rappresentanti del mondo dell’editoria e della cultura isolana. E’ certa la partecipazione del rettore dell’università di Sassari, Attilio Mastino, dello storico Manlio Brigaglia, dell’ex presidente della giunta regionale, Pietrino Soddu, del sociologo e docente universitario Alberto Merler, del presidente dell’Isre (istituto regionale etnografico) Bruno Murgia, dello storico Luciano Carta e dei vertici del Banco di Sardegna e dell’omonima Fondazione (finanziatori della rivista), Antonello Arru e Antonello Cabras.

Nel corso della giornata si terrà una tavola rotonda, coordinata da Italo Bussa, che avrà per filo conduttore la cultura, la politica e la società sarda rappresentata dai “Quaderni bolotanesi” dal 1975 al 2014. Un cammino lungo quarant’anni, che la rivista ha percorso senza alcuna interruzione, guardando con spirito critico e con l’occhio della ricerca alle tradizioni e al cambiamento sociale ed economico della Sardegna negli ultimi quattro decenni.

L’avventura comincia nel 1975 con un volumetto dattiloscritto sulla storia e le tradizioni locali pubblicato nell’ambito della festa dei santi Bachisio e Isidoro che a Bolotana si celebra nella prima decade di maggio. La rivista ha mantenuto l’impronta locale fino al secondo numero del 1976.

L’anno successivo la svolta. Il terzo numero del 1978 ospita articoli dell’antropologa Clara Gallini e dello storico Francesco Alziator. La strada è ormai segnata. L’articolo più importante del quarto numero porta la firma dell’archeologo e accademico dei Lincei, Giovanni Lilliu.

Negli anni successivi il numero e i nomi dei collaboratori diventa sempre più vasto. Fino a ospitare firme di studiosi e intellettuali di università internazionali, della Cina e del Giappone.

L’elemento unificante, sotto il profilo dei temi trattati, rimane, comunque, la Sardegna. Un posto privilegiato hanno avuto gli studi storici, ma non sono mancate le ricerche su temi di particolare attualità, quali l’economia e la politica. Un marchio di cultura che i “Quaderni bolotanesi” si portano dietro da 40 anni.

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