La rabbia dei precari: «Assumeteci»
Sit-in di protesta davanti al municipio di 17 lavoratori. Il 9 maggio scade il contratto dei dipendenti a termine
NUORO. Anni di precariato e una spada di Damocle sulla testa: la scadenza, il 9 maggio, dell’ennesimo contratto a termine. Diciasette lavoratori precari del Comune hanno deciso di dire basta. E ieri, sostenuti dalle segreterie territoriali di Cisl e Uil Funzione pubblica, hanno dato vita a un sit-in di protesta davanti al municipio, rivendicando l’assunzione. Prima la manifestazione, poi, il faccia a faccia col sindaco. Che ha rassicurato i lavoratori sulla volontà dell’amministrazione di voler stabilizzare i precari e di aver individuato le risorse per l’assunzione di 17 unità a tempo indeterminato con contratti a 18 ore. Stabilizzazione che passerà attraverso un concorso che sarà aperto anche ai lavoratori della provincia. Soluzione contestata da subito dai sindacati. Che chiedono invece l’assunzione a chiamata, «l’unica a dare certezza di stabilizzazione ai precari mettendoli al riparo da eventuali esclusioni, possibili con il concorso», hanno detto.
Il sit-in. La mattinata di protesta dei precari – 14 impiegati nei Servizi sociali, due nel settore Culturale e uno al Suap –, tutti con oltre dieci anni di precariato alle spalle, qualcuno perfino 19, è cominciata presto. Alle 8.30 lavoratori e sindacalisti, con in testa i segretari territoriali della Cisl Fp e Luciano Boi, della Uil Fpl Raffaella Murgia, si sono ritrovati nel piazzale davanti al municipio. A manifestare la propria solidarietà, molti colleghi a tempo indeterminato, e qualche esponente del consiglio comunale. Ma soprattutto tanti genitori che, armati di trombette, hanno fatto sentire la loro rumorosa protesta. Perché quella dei precari è una battaglia dal duplice risvolto: quello personale, dei professionisti che dopo oltre dieci anni di lavoro rischiano di ritrovarsi all’improvviso per strada, e quello delle famiglie che si sono viste interrompere importanti servizi comunali. «Il servizio educativo territoriale e il centro di aggregazione giovanile Villa Melis sono stati già chiusi: perché negare questi aiuti ai nostri figli?», lamentavano ieri le mamme.
Senza lavoro. Tra i precari, c’è chi, in dieci anni, ha affrontato ben quattro selezioni, come Sonia Mele, 43 anni e madre di due figli. Paola Nieddu, 48 anni e un marito anche lui con lavoro precario, ha firmato il primo contratto 15 anni fa, nel 1998. «Abbiamo tutti fra i 40 e i 50 anni: se ci lasciano adesso per strada, sarà impossibile trovare lavoro a questa età», ha detto Simona Paderi. Insieme a Fabio Orrù e Rita Vedele sono alcuni degli educatori di Villa Melis. «In questi anni l’amministrazione ha manifestato solo la volontà politica di stabilizzare i precari, ma finora non si è tradotta in atti concreti», hanno aggiunto i lavoratori (ora tutti in ferie).
«Il nostro problema si ripercuote anche sui servizi al cittadino perché soggetto a continue interruzioni: impossibile dare una continuità. Oltre al fatto che, con personale in meno, tutto il carico di lavoro grava sui dipendenti», aggiungono Antonella Corda e Antonella Murru, assistenti sociali.
I sindacati. «Chiediamo innanzitutto una proroga per evitare l’interruzione dei servizi alla scadenza del 9 maggio e, poi, un incontro tecnico per trovare una soluzione per la stabilizzazione dei 17 precari», hanno detto i due sindacalisti Luciano Boi e Raffaella Murgia al sindaco Sandro Bianchi, nell’incontro che ha fatto seguito al sit-in. Soluzione che in realtà, le due segreterie territoriali hanno già individuato: chiedono l’applicazione dell’ articolo 4 comma 6 quater del decreto legislativo 101/2013 che prevede l’assunzione a domanda, quindi senza concorso.
Il sindaco. «A noi spetta la decisione politica – ha risposto il primo cittadino –, e quella che abbiamo assunto con una delibera di giunta di qualche giorno fa, individua le risorse per la stabilizzazione a tempo indeterminato di 17 precari con contratti di 18 ore. I pareri tecnici acquisiti dicono che non ci sono le condizioni per l’ applicazione del 6 quater. È previsto un concorso riservato ai lavoratori che hanno quei requisiti, che sarà aperto anche ai dipendenti della provincia. Nel frattempo stiamo cercando di accelerare le procedure per la proroga, fino al concorso».
Ma i sindacati sono già sul piede di guerra.
«Apprezziamo la volontà di stabilizzare i lavori e di aver trovato le risorse, ma contestiamo la metodologia che l’amministrazione vuole seguire».
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