Orosei, strage di patenti polemica tra Mula e Senes
Il sindaco: «Certe operazioni sortiscono solo un limitato effetto repressivo» Il capitano: «Meglio un ubriaco in meno al volante che un morto in più in strada»
OROSEI. Non si spegne l’eco della “strage” di patenti consumatasi ad Orosei nel ponte del primo maggio quando, ben nove automobilisti fermati dai carabinieri sono stati trovati con un tasso alcolico superiore a quanto consentito dalla legge. Giovani soprattutto, che sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e ai quali è stata ritirata la patente. Una “retata” in grande stile, con posti di blocco istituiti prima dell’alba in pieno centro nei pressi degli incroci stradali più trafficati dal popolo della notte. Un controllo giustificato dai carabinieri con la necessità di arginare il fenomeno degli incidenti stradali causati proprio dalla guida in stato di ebbrezza. Ma c’è anche chi davanti all’operazione non nasconde qualche nota critica. Tra questi anche il primo cittadino di Orosei Franco Mula.
«Fermo restando che mettersi alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza costituisce sempre e comunque una pesante infrazione al codice e un rischio sia per il conducente che per gli altri utenti della strada – premette il primo cittadino – mi sembra che certe operazioni sortiscano solo un limitato effetto repressivo su una problematica che andrebbe invece affrontata con una maggiore prevenzione. Magari un pizzico di tolleranza e di comprensione in più non guasterebbe ed eviterebbe seri e gravi disagi a chi per aver bevuto solo un paio di birre si ritrova per un anno senza patente e con salatissime multe da pagare».
Il sindaco insomma rifiuta per il suo paese l’etichetta di paese di ubriachi al volante e si augura che la “lezione” sia servita e che ora prevalga il buon senso da entrambe le parti. Una posizione che non trova ovviamente molto concorde il capitano Andrea Senes, comandante della Compagnia di Siniscola, che coordina tutte le operazioni dei carabinieri nel territorio.
«Sono pienamente d’accordo che la prevenzione sia la strada maestra da perseguire – dice l'ufficiale dei carabinieri – e infatti sono convinto che sia molto meglio che ci sia un ubriaco al volante in meno che un morto per le strade in più. Se poi come prevenzione si intende sensibilizzare giovani e meno giovani ad un vivere civile, educato e rispettoso di norme e regole allora occorre che questa venga fatta da tutte le componenti della società. Ad incominciare dalle istituzioni locali. I carabinieri – aggiunge – peraltro sono persone tolleranti e comprensive: tutti gli automobilisti oroseini sanzionati l’altra notte avevano un tasso alcolico superiore all’1% invece dello 0,5 consentito e in alcuni casi sforavano allegramente il 2%».
Non stiamo parlando di “due birrette” insomma, e comunque un dato è certo: la consuetudine tutta nordica dell’autista della compagnia che a turno rimane astemio durante le nottate di baldoria da queste parti fa ancora molta fatica a prendere piede.
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