Fiera degli ovini sardi e dei bovini da carne: attesa tra gli allevatori
Macomer, la rassegna dei capi della Sardegna centrale Un supporto fondamentale per gli animali autoctoni
MACOMER. Sabato apre i battenti la fiera-mercato degli ovini di razza sarda iscritti ai libri genealogici. Non è la grande rassegna nazionale o la regionale, che molti si aspettavano, ma una manifestazione zootecnica di respiro più contenuto, comunque importante in quanto utile a misurare la qualità degli allevamenti iscritti a selezione nei registri dell’Apa, l’associazione allevatori alla quale sono affidati i controlli sulle aziende e sui capi selezionati. Nella fiera 2014 c’è un altro aspetto non meno importante che potrebbe essere l’inizio di un ritorno delle mostre zootecniche bovine a Macomer. Oltre alle pecore di razza sarda, ci saranno anche i bovini da carne, che comunque non sono in concorso. Più che una fiera vera e propria, per i bovini sarà una passerella, ma comunque l’inizio di un ritorno a Macomer di una presenza che mancava da oltre un decennio. Ci saranno anche le pecore nere di Arbus, una biodiversità che Agris alleva nella struttura ai piedi del monte Sant’Antonio per impedire che si estingua, e le capre di razza sarda, maltese e saanen. Per i bovini saranno esposte le razze sarda, sardo bruna, sardo modicana e pezzata rossa, e i bovini da carne di razza piemontese di cui in Sardegna è presente un unico allevamento a Silanus. I capi esposti, che provengono delle province di Nuoro e Ogliastra e dell’alto Oristanese, offriranno un quadro dell’intensa attività del mondo imprenditoriale agricolo che spazia dagli ovini da latte all’allevamento delle razze in via di abbandono oggetto di salvaguardia, per proseguire con i caprini, i bovini da latte e quelli da carne.
Per la prima volta saranno in mostra in Sardegna i bovini da carne di razza piemontese, molto apprezzata per alcune caratteristiche quali la precocità e l’anticipo dei tempi di macellazione, l’ottimizzazione degli indici di conversione degli alimenti, la resa alla macellazione e la qualità delle carni (poco grasso e poco osso). I tagli più pregiati al dettaglio in alcune macellerie di Milano hanno raggiunto i 50 euro al chilogrammo. La presenza in fiera dei bovini iscritti ai registri anagrafici testimonia l’impegno degli allevatori ad allevare queste razze, le uniche che si adattano alle zone più difficili della Sardegna.
Nel Marghine e in provincia di Nuoro, però, l’attenzione è rivolta soprattutto agli ovini selezionati. Gli allevamenti iscritti al libro genealogico rappresentano un supporto fondamentale per la salvaguardia e lo sviluppo della razza. Il libro genealogico svolge un ruolo strategico per la valorizzazione delle produzioni soprattutto in termini di qualità e quantità, ma anche nella diffusione dei capi resistenti alla scrapie (pecora pazza) presenti nell’intera popolazione di capi selezionati. Lo scopo della rassegna zootecnica a livello provinciale è il confronto tra allevamenti e la verifica dei progressi nella selezione. Arieti e pecore iscritti ai libri genealogici sono resistenti alla scrapie. Nel prossimo futuro lo saranno anche ad alcune malattie parassitarie. Altro obiettivo importante è la vendita dei soggetti che contribuisce ai bilanci delle aziende ripagando gli allevatori della qualità del lavoro svolto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
