Orosei, intero rione da giorni circondato da un fiume d’acqua
La protesta dei residenti di via Marco Polo e di via Colombo Oltre al grave disagio si temono lesioni irreparabili ai muri
OROSEI. Da una settimana un intero isolato che sorge tra le vie Marco Polo e Cristoforo Colombo si trova completamente circondato da un fiume d’acqua alimentato da due sorgenti sotterranee. Ma non si tratta di un fenomeno carsico: l’acqua chiara e limpida, sgorga infatti da due falle che si sono aperte lungo la condotta di Abbanoa. Nonostante da giorni gli abitanti dello stabile abbiamo segnalato il guasto, nessuno sinora è intervenuto per tappare le falle evitando che il perdurare della perdita causi danni ancora maggiori alla case circondate dall’acqua.
«Da giorni i piani terra delle nostre abitazioni sono allagati e sommersi da una decina di centimetri d’acqua – dice allarmata una anziana donna che vive in via Marco Polo – Oltre al grave disagio che tutto ciò comporta adesso abbiamo paura che il perdurare di questa situazione crei lesioni irreparabili ai muri perimetrali che ormai sono fradici e dopo giorni di assorbimento non riescono più a trattenere l'acqua sulla strada. Abbiamo avvisato tutti quanti di dovere – aggiunge la donna – ricevendo rassicurazioni di pronto intervento, ma ancora non abbiamo visto nessuno. Intanto l’acqua continua a sgorgare dalle due falle in mezzo alla strada e a finire nei tombini delle fogne o dentro le nostre abitazioni e noi per uscire dobbiamo calzare gli stivali di gomma o guadare la strada come fosse un ruscello».
Al disagio e alle preoccupazioni per il guasto in corso per i residenti di via Marco Polo e via Cristoforo Colombo si aggiungono le paure e i timori che si portano appresso dal novembre del 2008 quando l’alluvione che causò ingentissimi danni in tutto il paese, sommerse tutto il loro rione devastando i piani bassi delle loro case. «Ogni volta che vediamo l'acqua infiltrasi dentro le mura di casa nostra – ci confessa l'anziana residente di una delle case allagate – i ricordi tornano a quella terribile notte».
Ma allora fu una calamità naturale, questa volta invece la responsabilità è totalmente umana e, tra l’altro, ben identificabile.
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