Boicottaggio contro le prove Invalsi 2014
Alle elementari di Galtellì clamorosa protesta di docenti e genitori contro i test a “indovinello”
A Galtellì insegnanti e alunni uniti nella lotta contro le prove Invalsi, le prove standardizzate per misurare i livelli di apprendimento e le competenze in italiano e matematica degli alunni di tutte le seconde e le quinte elementari.
Mercoledì e giovedì scorso, i giorni in cui si sarebbero dovute svolgere i test attitudinali in forma di quiz, i docenti e gli alunni delle classi quinte e seconda della scuola primaria di Galtellì hanno inscenato una clamorosa azione di protesta con il pieno appoggio della quasi totalità dei genitori che ha deciso di non mandare i propri figli a scuola unendosi così allo sciopero proclamato in concomitanza con lo svolgersi delle prove Invalsi dal sindacato Cobas scuola.
In un comunicato congiunto i genitori si dicono fermamente contrari alla schedatura dei propri figli e questo perché le prove non sono anonime e vanno così a violare la privacy degli studenti.
I docenti, da parte loro, contestano la scuola-quiz concepita secondo il modello americano che ha prodotto molti disastri a livello di istruzione e che negli ultimi tempi è fortemente contestato anche negli stessi Stati Uniti. «Diciamo inoltre no – scrive il sindacato Cobas scuola - alla svalutazione della scuola pubblica, che è stata ridotta ad umilianti indovinelli che niente hanno a che fare con la didattica in atto nelle nostre scuole e diciamo no anche al dispendio economico che comportano queste prove che sottraggono risorse indispensabili al normale funzionamento quotidiano della scuola. Per capire la scuola italiana non bastano i numeri, è necessario un confronto con chi vive la scuola».
A Galtellì, quindi, si è passati dalle parole ai fatti, dalla protesta verbale al vero e proprio boicotaggio per far capire che la scuola non è un quiz.
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