Aiuti alle piccole imprese del turismo: boom di richieste, doppiate le risorse a disposizione – Tutti i numeri
L’assessora Desiré Manca: «Abbiamo escluso le aziende più grandi e deciso di incentivare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro»
Sassari Le domande presentate per l’avviso “Solare 2026” hanno superato in pochi minuti, dall’apertura dei termini, la dotazione disponibile. Lo ha comunicato la Regione, che per la misura, destinata esclusivamente alle imprese della filiera turistica, ha stanziato 21 milioni di euro nell'ambito del PR Sardegna FSE+ 2021-2027.
Secondo una nota della Regione le istanze trasmesse sono oltre 1.700, per contributi richiesti pari a più di 38 milioni di euro: quasi il doppio delle risorse disponibili.
Il 90% dei fondi era riservato a micro e piccole imprese, che hanno inviato 1.654 domande per oltre 35,6 milioni di euro. Alle medie imprese spettava il restante 10%: ne sono arrivate 53, per circa 2,6 milioni, e la riserva risulta esaurita. Tra le novità di questa edizione c’è l’esclusione delle grandi imprese.
Soddisfazione da parte dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca: «Questi dati dimostrano non solo una reattività eccezionale, ma confermano che l’impostazione data all’Avviso Solare risponde a un bisogno concreto e reale del territorio. Tutti i contributi richiesti si basano su assunzioni già effettivamente formalizzate dalle aziende: parliamo quindi di occupazione vera, misurabile e di un comparto strategico per la nostra regione». «La vera novità di quest’anno, - continua Manca - è rappresentata dall’esclusione delle grandi imprese: una precisa scelta politica volta a destinare ben il 90% delle risorse a micro e piccole realtà. Chi è più piccolo e affronta quotidianamente le sfide del mercato ha maggiore necessità di interventi diretti come questo, ed è nostro dovere sostenere in modo prioritario e capillare chi costituisce la vera ossatura portante del nostro tessuto economico. Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo della Sardegna e il suo futuro passa inevitabilmente attraverso prospettive lavorative solide per migliaia di persone». Per questo motivo «abbiamo scelto di incentivarne non solo i contratti a tempo determinato, ma soprattutto la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Crediamo fermamente che la continuità occupazionale significhi maggiore serenità per i lavoratori, competenze più consolidate per le imprese e comunità territoriali più forti e coese», ha concluso l’esponente della giunta Todde.
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