Forni nuragici danneggiati dai vandali
Il blitz è stato messo a segno a Tanca Manna. Lo sdegno dell’assessore Lapia e dell’archeologo Murgia
NUORO. E dopo lo splendore dell'età del bronzo, con tanto di creazione di manufatti in ceramica e panificazione nuragica, a Tanca Manna va in scena la calata dei vandali. Stavolta, però, l'antica popolazione germanica orientale, sicuramente più colta e civile di certi elementi del ventunesimo secolo, non c'entra niente. E sì, perché quel che più fa rabbia è che a danneggiare, nei giorni scorsi, i forni ricostruiti fedelmente e con tanta passione nell'area archeologica cittadina, potrebbero essere stati proprio coloro che dovrebbero preservarla e rispettarla maggiormente. Vale a dire gli stessi nuoresi.
Demis Murgia, l'archeologo che fa parte del team di lavoro che, intorno al nuraghe di Tanca Manna, sta costruendo un progetto di largo respiro, ha ancora la voce rotta dall'emozione. «Quando stamattina (ieri per chi legge, ndc) ci siamo resi conto dell'accaduto, abbiamo provato un senso di insopportabile fastidio, non tanto per l'entità del danno arrecato (in sé non enorme), quanto perché sono andati a colpire il primo embrione del villaggio archeologico che intendiamo ricostruire». Hanno colpito un simbolo, insomma, ma anche un progetto in cui tante persone stanno investendo il proprio tempo con grande passione. «Ricostruiremo quanto prima i forni danneggiati – annuncia l'archeologo nuorese – ma nel frattempo dobbiamo sperare in un risveglio delle coscienze, affinché si rendano conto che, dietro a quei forni danneggiati, c'è il lavoro, spesso e volentieri totalmente gratuito, di tanti volontari».
Anche l'assessore all'ambiente del Comune di Nuoro, Luca Lapia, che ha finanziato la campagna di scavi degli ultimi anni, rivelatrice di tante belle sorprese sui nostri avi nuragici, lancia un messaggio di sdegno e, al tempo stesso, invita la città a reagire.
«Al di là dell'entità dei danneggiamenti, fa rabbia pensare che da una parte si tenta di costruire con tanta fatica un percorso di recupero e valorizzazione di un bene così grande, che tra l'altro potrebbe diventare anche opportunità occupazionale per qualcuno, dall'altra c'è chi, incurante di tutto questo, va a colpire un progetto che può soltanto rappresentare un'opportunità per tutti i nuoresi». Ma, in attesa che la “mamma dei cretini” smetta di procreare, come reagire di fronte a chi, con atti simili, vanifica tutti gli sforzi e finisce per creare un danno all'intera collettività?
«A Tanca Manna – conclude Lapia – c'è un programma articolato che comprende la ricostruzione del villaggio nuragico, a fini didattici e scientifici, con laboratori fruibili da chiunque. Vorrà dire che saremo costretti a tutelarci con altri sistemi, come la videosorveglianza. Ma, sicuramente, un po' di senso civico in più e di amore per la propria città ci sarebbero più efficaci e ci farebbero risparmiare non poco».