I precari: «Sì alla chiamata diretta. No al concorso»
NUORO. Continua la protesta dei precari del Comune contro la decisione dell'amministrazione di stabilizzarli mediante un concorso pubblico e non per chiamata diretta. Ieri, affiancati dalle...
NUORO. Continua la protesta dei precari del Comune contro la decisione dell'amministrazione di stabilizzarli mediante un concorso pubblico e non per chiamata diretta. Ieri, affiancati dalle segreterie territoriali di Cisl e Uil, hanno risposto duramente all'assessore al personale Giovanni Mura che pochi giorni fa ha spiegato come la normativa rivendicata dai precari (quella sulla chiamata diretta) sia riservata esclusivamente ai lavoratori che abbiano superato un concorso per esami e titoli. Per l'assessore i precari non avrebbero i requisiti necessari avendo partecipato solo a una selezione per titoli. «Non è vero che non possiamo essere assunti con una chiamata diretta - hanno replicato i precari in una nota - . Abbiamo maturato i requisiti richiesti dalla normativa». Inoltre, per i sindacati, «l'amministrazione comunale invece di bandire i concorsi, dovrebbe attendere la sentenza della Corte di Giustizia Europea che sanziona l'abuso dell'utilizzo dei contratti a termine e impone la priorità della stabilizzazione del personale a tempo determinato, rispetto a tutte le altre tipologie di assunzioni». I precari poi hanno sottolineato di aver sostenuto prove selettive per titoli e colloqui nel 1991, nel 1994, nel 2002 e nel 2005. Mentre nel 2007 sono stati selezionati mediante una procedura pubblica per titoli e nel 2012 addirittura con un concorso per titoli ed esami.
«La selezione per titoli ed esami sostenuta nel 2012 consente l'accesso alla stabilizzazione a domanda - ha detto il capogruppo del Pdl Pierluigi Saiu -. Sostenere che non vi siano precari con quei requisiti non è corretto. Peraltro, vista la pioggia di diffide arrivate in Comune, l'altro rischio concreto è che il Comune venga trascinato in una serie di contenziosi molto onerosi». Per Saiu, inoltre, la soluzione scelta dal Comune è incoerente con gli obiettivi che si prefigge. «Con il concorso pubblico c'è il rischio che invece dei precari del Comune vengano stabilizzati quelli della Provincia. A frane le spese saranno gli istruttori amministrativi attualmente in servizio presso il Comune. Senza parlare poi della formula part time a 18 ore settimanali che difficilmente riuscirà a garantire la continuità dei servizi».
Ora i precari chiedono un nuovo incontro al sindaco Alesandro Bianchi. «Se l'amministrazione agisse secondo quanto dichiarato dall'assessore - concludono i sindacati- ci saranno le condizioni per attivare le procedure per attività antisindacale». (g.z.)
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