La Nuova Sardegna

Nuoro

Festa della polizia in ricordo di Luca Tanzi

di Gianna Zazzara
Festa della polizia in ricordo di Luca Tanzi

Ieri in questura è stata deposta una targa in suo onore. Pierluigi D’Angelo: «Tragedie simili non devono più accadere»

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NUORO. Il questore di Nuoro Pierluigi D’Angelo non ha giocato con le parole, ma si è limitato a dire: «Tragedie come quelle che hanno colpito la provincia l’anno scorso non dovranno più ripetersi. L’alluvione ha lasciato un segno indelebile nella nostra memoria e nei nostri cuori». E ha aggiunto: «Il nostro intervento è stato immediato, in particolare nelle prime ore dell’emergenza quando la macchina della protezione civile non era ancora a pieno regime e le forze della polizia erano le uniche in campo. Sono stati momenti concitati con l’unico pensiero di salvare vite umane».

Il questore ha scelto la festa della polizia, che si è svolta ieri nell’auditorium della biblioteca Satta, per lanciare un monito: «Sull’emergenza non voglio aggiungere altro anche perché sull’intera vicenda l’autorità giudiziaria sta profondendo il massimo sforzo per accertare eventuali responsabilità. Quel che mi preme dire, però, è che occorre richiamare tutti al rispetto della normativa sulla protezione civile affinché per il futuro siano risparmiate altre simili tragedie». Come quella in cui ha trovato la morte Luca Tanzi, l’assistente capo della polizia, che in quella notte di novembre, con altri tre colleghi, sale sulla jeep della polizia per pattugliare le vie di Nuoro e della provincia. Arrivati sulla strada tra Oliena e Dorgali incrociano un’ambulanza con a bordo una ragazza ferita e decidono di scortarla fino all’ospedale. Quando Luca e gli altri poliziotti arrivano all’altezza del ponte di Oloè, lo imboccano e una volta sopra cede una campata: un volo di quattro metri. Luca muore, gli altri sono feriti, ma vivi. Ieri i colleghi di Luca erano presenti quando in questura è stata deposta una targa proprio in suo onore, benedetta dal vescovo monsignor Mosè Marcia. Con loro anche la moglie di Tanzi, che ha lasciato due figli di 11 e 7 anni. «La targa ricorderà a tutti il sacrificio di Luca e la sua grande generosità, perché è morto per aiutare gli altri», ha detto commosso il questore. Che ha proseguito facendo il bilancio sull’andamento dell’ attività criminale nell’ultimo anno. D’Angelo è partito dal traffico di stupefacenti per descrivere una situazione preoccupante che ha portato all’arresto di 29 persone e al sequestro di oltre 360 chili di stupefacenti. «La droga è ormai il principale affare della malavita locale, sempre più collegata con le maggiori direttrici del traffico internazionale». In calo, invece, gli atti intimidatori nei confronti dei pubblici amministratori, anche se «l’impegno investigativo resta alto». Il questore – davanti al sindaco Sandro Bianchi e al prefetto Giovanni Meloni– ha ammesso la sua preoccupazione per l’aumento degli omicidi (ben cinque in Ogliastra dall’inizio dell’anno). «Non si tratta di un unico disegno criminale e anche gli omicidi più efferati non sono assolutamente manifestazioni di criminalità organizzata». Infine, i giochi d’azzardo e le scommesse. «Solo nell’ultimo anno ho emesso 25 provvedimenti di rifiuto di autorizzazione per centri di scommesse. Ovviamente le multinazionali del gioco hanno proposto ricorsi al Tar con richieste stratosferiche di risarcimento danni, ma resisteremo in giudizio. Perché crediamo di essere nel giusto», ha concluso D’Angelo.

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