La Nuova Sardegna

Nuoro

Ossa nel Supramonte, un terzo sopralluogo

di Valeria Gianoglio
Ossa nel Supramonte, un terzo sopralluogo

Il 22 maggio pm e investigatori a Sos d’Orane. La Soprintendenza: il cranio non è stato trapanato

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Zaini e strumenti di rilievo in spalla, il 22 maggio, di buon mattino, il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli, i carabinieri e gli uomini del corpo forestale, faranno il primo sopralluogo congiunto nella zona del Supramonte di Orgosolo dove alcune settimane fa sono state ritrovate un mucchio di ossa e due teschi, uno dei quali con un foro.

A Sos d’Orane, per l’esattezza erano stati recuperati novanta reperti ossei in totale: due crani, dodici femori, 25 ossa lunghe delle braccia e delle gambe, alcune parti di calotta cranica e diversi altri frammenti ossei e denti quasi perfettamente conservati. E come sempre accade di fronte a questi ritrovamenti, più di qualcuno, almeno all’inizio, aveva pensato che appartenessero a qualche scomparso o sequestrato della zona.

Anche se di fronte a un numero così consistente di reperti viene difficile pensare che le cose stiano effettivamente in questo modo. Il pm Bocciarelli, con gli uomini della Forestale, pur senza escludere altre ipotesi, avevano cominciato a propendere per la pista dei carbonai.

In questo quadro, le ossa ritrovate nel Supramonte di Orgosolo, erano i resti dei carbonai che all’inizio del Novecento lavoravano nella zona.

In seguito, tuttavia, anche di fronte a diverse segnalazioni e telefonate ricevute, la Procura ha chiesto il parere della Soprintendenza ai beni archeologici.

Il responsabile della Soprintendenza per il Nuorese, Antonio Sanciu, dopo aver visto le ossa, si è riservato di formulare un parere più preciso in seguito, ma per cominciare ha escluso che il foro trovato in uno dei teschi, sia derivato da un rituale di “trapanazione cranica”, abbastanza comune nei popoli pre-nuragici.

E così, dunque, sembra ritornare in auge la pista iniziale di un foro derivato da un’azione violenta. Se è derivato da un colpo d’arma da fuoco o da qualcos’altro, solo le indagini potranno dirlo con certezza. Certo è che il sopralluogo che ci sarà tre dieci giorni servirà a chiarire anche questo aspetto, o quantomeno a raccogliere informazioni più precise e dettagliate sulla vicenda. Non è escluso, inoltre, che scavando ancora nella stessa zona, non saltino fuori altri resti umani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative