Soru: «Necessario un nuovo modello di sviluppo»
NUORO. La sala del Museo del costume al completo accoglie Renato Soru, nel giro da candidato del Pd per le Europee. La circoscrizione è quella in comune con la Sicilia, ma è soprattutto nel...
NUORO. La sala del Museo del costume al completo accoglie Renato Soru, nel giro da candidato del Pd per le Europee. La circoscrizione è quella in comune con la Sicilia, ma è soprattutto nel territorio sardo che il partito cerca di fare il pieno dei voti per mandare da subito a Strasburgo un parlamentare, cosa che in Sardegna non succede dai tempi dell’ex presidente della Regione, Mario Melis. Soru ci prova con molta determinazione. Lo dicono le sue parole: «L’Ue non è la causa dei mali. Non è colpa dell’euro se nel 1999 un signore (chiaro il riferimento a Berlusconi, ndr) ha detto che l’Italia stava uscendo dalla crisi, mentre c’eravamo appena entrati. E’ chiaro che poi le difficoltà le abbiamo vissute senza difese e ancora ci siamo dentro». L’Europa dell’ex governatore è un’organizzazione fondamentale per i destini dell’Italia e dell’isola: «Come classe politica abbiamo la responsabilità di definire un nuovo modello di sviluppo e lo possiamo fare unicamente all’interno delle politiche europee. Gran parte dei finanziamenti che potranno utilizzare Regione e Comuni saranno trasferiti da Bruxelles». Non è mancato il riferimento agli avversari politici e in particolare a Beppe Grillo: «Vuole la nostra rabbia, che ne farà? Lui no n lo sa. La sua politica è contro le istituzioni». Temi e richieste sulle quali gli danno manforte il sindaco Sandro Bianchi, i segretari regionale e provinciale del Pd, Silvio Lai e Peppino Pirisi, e la sottosegretaria ai Beni Culturali, Francesca Barracciu. Dall’ex eurodeputata di Sorgono anche una frecciata polemica sulle voci che la davano cautamente assente alla convention nuorese: «Ci sono per precisa scelta: voglio sostenere Soru, candidato forte a livello regionale e nazionale per il Pd. E credo soprattutto nell’Europa, che è fondamentale per i Paesi membri: sono di derivazione europea il 60 per cento delle leggi nazionali. L’Italia è la seconda nazione a ricevere finanziamenti, dopo la Polonia». Il segretario Lai non rinuncia anche a un accento trionfalistico: «Siamo l’unico partito ancora capace di coinvolgere la gente. L’impegno per sostenere Soru sinora l’abbiamo messo solo noi del Pd, aspettiamo le altre forze della coalizione».
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