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Nuoro

Studenti a lezione di legalità in cattedra i cani antidroga

di Mattia Sanna
Studenti a lezione di legalità in cattedra i cani antidroga

Dimostrazione ieri a Oliena con le unità cinofile della polizia penitenziaria I ragazzi hanno assistito a una serie di simulazioni per scovare gli stupefacenti

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OLIENA. A lezione di legalità con gli amici a quattro zampe. Le unità cinofile della polizia penitenziaria in cattedra, impegnate in una giornata di sensibilizzazione sui pericoli della droga. Non si é trattato, però, della solita conferenza. Stavolta i ragazzi dell’istituto comprensivo di Oliena, guidato dalla dirigente Caterina Bacchitta, hanno potuto interagire e toccare con mano. Per loro, infatti, é stata messa in piedi una iniziativa davvero stimolante e coinvolgente. Un singolare appuntamento, realizzato in collaborazione con le guardie carcerarie di Macomer. Alla presenza delle massime autorità regionali, come il commissario capo Giovanni Leoni e il coordinatore Pierluigi Cadoni. Gli alunni del centro barbaricino, circa settecento, hanno, dunque, assistito ad una serie di simulazioni. Simulazioni, che riproducevano gli scenari tipici di un possibile intervento, finalizzato al contrasto dei fenomeni di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Gli addestratori hanno, pertanto, guidato i loro tre stupendi esemplari, due pastori belga e un dobermann in quelle che sono le canoniche operazioni di controllo. Che possono riguardare una persona, una automobile o una borsa o una valigia. I cani, messi alla prova, si sono dimostrati pienamente all’altezza, individuando, con facilità, un piccolo quantitativo di hascisc, nascosto accuratamente. Durante l’intero accertamento, tuttavia, gli animali hanno mantenuto un comportamento mansueto e per nulla aggressivo, assumendo l’atteggiamento tipico del gioco e ponendo al riparo i propri interlocutori da possibili attacchi. Non é, peraltro, infrequente che durante manifestazioni dello stesso tipo, le forze dell’ordine individuino, con l’aiuto dei cani, consumatori abituali, appena adolescenti, di tali sostanze devastanti. Celebre é il caso recente, avvenuto a Bosa, presso la scuola alberghiera, nella quale si é verificato, appunto, un rinvenimento. La punta della piramide, l’aspetto che ritrova la maggiore risonanza ed attenzione da parte degli organi di informazione, che fa, insomma, più presa sull’opinione pubblica. Ciononostante l’attività della polizia penitenziaria si compone di innumerevoli tasselli. Si arricchisce della preziosa collaborazione con altri corpi. Una componente fondamentale, silenziosa e, forse, più importante, inoltre, di questo agire é rappresentata dalla prevenzione. Fare prevenzione significa lavorare pazientemente per spiegare, soprattutto alle nuove generazioni l’incidenza, le conseguenze, gli effetti dell’utilizzo di droghe. Imèiegando però un limnguaggio imsempluice e immediato.

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