La Nuova Sardegna

Nuoro

Angololibero, la voce di Badu ’e Carros

Angololibero, la voce di Badu ’e Carros

Presentato il numero zero del magazine dei detenuti nato nell’ambito della quarta edizione del progetto Liberi nello sport

25 maggio 2014
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NUORO. Dal campo sportivo direttamente alla redazione di Angololibero. Una sfida nella sfida. Un giornale nato nel carcere di Badu ’e Carros e già pronto a partire con una nuova avventura editoriale. Un magazine sbocciato nel più vasto progetto Liberi nello Sport dell’Asd Olimpiakos di Nuoro, affiliata Us Acli, ormai alla quarta edizione. «Tutto è nato da una chiacchierata davanti a un caffè con il giornalista della Nuova Sardegna Luciano Piras» ha raccontato ieri pomeriggio nel penitenziario nuorese Salvatore Rosa, presidente dell’Olimpiakos e infaticabile promotore dell’iniziativa sportivo-sociale. «La disponibilità e l’entusiasmo della direttrice del carcere Carla Ciavarella hanno fatto il resto» ha proseguito Rosa davanti alla stessa Ciavarella. «Ed è soltanto l’inizio» ha assicurato lei. «In questo modo, a Badu ’e Carros stiamo cercando di fare entrare la luce». Con loro, a presentare Angololibero, anche il direttore della Nuova Sardegna, Andrea Filippi, e il capo servizio di Nuoro Pierluigi Piredda.

E soprattutto: un folto gruppo di detenuti, tra i quali anche diversi redattori del magazine, della sezione Femminile, dell’Alta sicurezza e della sezione “Comuni”. E ancora: il direttore del giornale, Luciano Piras, appunto, che da ottobre scorso ha tenuto un corso base di giornalismo ai detenuti che sono poi diventati autori degli articoli e delle vignette di Angololibero. Tre le redazioni formate per l’occasione, per raccontare le partite di Liberi nello Sport, ma anche l’ambiente e le storie del penitenziario nuorese. Spazio poi alle poesie e alle riflessioni più generali. Sedici pagine scritte con passione e dedizione, curate nei particolari con l’ausilio fondamentale delle educatrici Sandra Cincotti e Rita Nonne.

Tra le firme del magazine anche quelle preziosissime della direttrice del carcere, del comandante del reparto di polizia penitenziaria Alessandro Caria, del presidente nazionale Us Acli Marco Galdiolo e dello stesso Salvatore Rosa. «Un numero zero, un esperimento, un sogno – scrive Piras nell’editoriale –. Un piccolo grande giornale per ripartire, proprio come chi segna il primo gol, prende la palla, la mette a centrocampo e ricomincia. Uno a zero, palla al centro. E via di nuovo: per segnare ancora, a caccia della vittoria. La grande vittoria di questi giornalisti in carcere che si sono messi alla prova. Sperando che angololibero sia solo l’inizio di una nuova avventura».

Una nuova avventura auspicata e sostenuta anche dal cappellano di Badu ’e Carros don Giampaolo Muresu e dal garante comunale dei detenuti Gianfranco Oppo, presenti entrambi all’incontro di ieri pomeriggio nel penitenziario nuorese. Quello che una volta era il supercarcere di massima sicurezza dove erano reclusi i padri delle Brigate Rosse e tanti altri terroristi. Una storia di trent’anni fa, raccontata in un recente libro di Luciano Piras, I terroristi sono miei fratelli. Don Bussu, il cappellano che piegò lo Stato. Storia passata, una storia che ha fatto scuola. Ma oggi ne comincia un’altra, un’altra occasione per Badu ’e Carros e i suoi detenuti.

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