La Nuova Sardegna

Nuoro

Da Budoni al Brasile per fare catturare l’assassino del figlio

di Tiziana Simula
Da Budoni al Brasile per fare catturare l’assassino del figlio

I carabinieri hanno arrestato in aeroporto Pietro Ladogana È accusato di aver partecipato al delitto di Enzo Albanese

31 maggio 2014
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di Tiziana Simula

NUORO

Era stato ucciso con sei colpi di pistola il 3 maggio scorso, nella città di Natal, nel nord est del Brasile. Per l’omicidio di Enzo Albanese, ex carabiniere e intermediario immobiliare 42enne di Milano, da sei anni residente nella città brasiliana, è stato arrestato giovedì sera Pietro Ladogana, 43 anni, romano. Le manette sono scattate ai suoi polsi mentre si trovava all’ aeroporto di Fiumicino, poco prima che si imbarcasse sul volo per Lisbona delle 19.15, da dove sarebbe poi partito per il Brasile. Secondo i carabinieri della compagnia di Siniscola e dei colleghi della stazione di Budoni, che hanno condotto le indagini sull’omicidio, Pietro Ladogana sarebbe coinvolto nel delitto dell’immobiliarista milanese, «non si sa ancora se come mandante o come esecutore materiale», ha detto il comandante della Compagnia di Siniscola, capitano Andrea Senes. Che ieri ha spiegato i dettagli dell’operazione condotta in collaborazione con le autorità brasiliane e che, a meno di un mese dal delitto, ha portato a una svolta. Ladogana, che con la vittima condivideva interessi immobiliari nella città brasiliana, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Nuoro. Ora è rinchiuso nel carcere di Civitavecchia. È accusato di omicidio volontario.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, alla base del delitto, ci sarebbero gli ingenti investimenti sul mercato immobiliare brasiliano, nel quale agivano vittima e arrestato. L’indagine – come hanno spiegato i carabinieri, presente anche il comandante provinciale, Vincenzo Bono – è partita il 6 maggio quando il padre, la sorella e il cognato di Enzo Albanese, originari della Puglia ma domiciliati per 10 mesi all’anno a Budoni, hanno bussato alla caserma dei carabinieri del paese costiero per denunciare l’episodio. E chiedere un impegno diretto nelle indagini da parte delle forze dell’ordine locali.

«Temevano che le autorità brasiliane non riuscissero a intervenire in maniera decisiva, vista la fiorente attività criminale nella città di Natal», ha spiegato il comandante Senes. Albanese, che era sposato con una brasiliana e viveva stabilmente a Natal dal 2008, era stato ucciso mentre rientrava a casa. Due uomini a bordo di un ciclomotore, con in testa caschi integrali, l’avevano freddato con sei colpi di pistola. I killer erano poi fuggiti facendo perdere le loro tracce. L’attività investigativa dei carabinieri di Siniscola e Budoni, portata avanti attraverso l’utilizzo di moderne apparecchiature, si è subito concentrata sull’attività svolta dall’uomo e sul giro di affari che ruotava attorno alla fiorente attività edilizia nella città brasiliana. Alla vittima, tra l’altro, era stato recentemente affidato il catering dello stadio di Natal, una delle città dove si giocheranno i mondiali di calcio. In ballo, insomma, importanti affari.

Dalle indagini condotte dai militari erano emersi forti contrasti tra Albanese e Ladogana. Due mesi prima dell’omicidio, la vittima sarebbe stata minacciata. E di questo, Albanese, ne avrebbe parlato con alcune persone in Italia, che l’hanno riferito agli investigatori. Temeva per la sua vita. Una decina di giorni dopo l’uccisione dell’immobiliarista, Ladogana era rientrato in Italia. Dove è rimasto fino al giorno in cui aveva programmato la sua ennesima partenza in Brasile. È stato rintracciato dai carabinieri all’aeroporto di Fiumicino mentre stava per imbarcarsi sul volo per Lisbona e sottoposto a fermo. Secondo gli inquirenti sarebbe uno dei principali responsabili dell’omicidio di Albanese. Alla vista dei militari, l’uomo non ha battuto ciglio. «Era tranquillo, e non ha fatto domande sul perché lo stessimo arrestando», ha riferito il comandante Senes. Pietro Ladogana è stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia. Ma le indagini dei carabinieri proseguono per individuare i complici. E fare chiarezza sugli interessi immobiliari in Brasile di altri italiani legati alla vittima.

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