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Nuoro

Italiano ucciso in Brasile, arrestati anche la moglie del mandante e un poliziotto

Italiano ucciso in Brasile, arrestati anche la moglie del mandante e un poliziotto

Sviluppi dell’indagine internazionale coordinata dalla Procura di Nuoro e cominciata da una denuncia presentata a Budoni

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NUORO. La polizia brasiliana, in stretto contatto con le autorità italiane, questa notte ha tratto in arresto la ex moglie di Pietro Ladogana, Tamara Ladogana, e un appartenente alla policia militar, sospettato di essere uno dei materiali esecutori dell’omicidio di Enzo Albanese, avvenuto in Brasile lo scorso 3 maggio.

L’attività investigativa, come è noto, è cominciata in Italia dalla stazione dei carabinieri di Budoni dove due persone che trascorrono diversi mesi l’anno in Ogliastra avevano presentato la prima denuncia per la morte di un loro familiare, Enzo Albanese. Le indagini vennero subito coordinate dalla procura di Nuoro che ha affidato il caso al sostituto procuratore Andrea Vacca. Il 29 maggio scorso a Fiumicino, mentre si stava imbarcando per il Brasile, i carabinieri di Budoni avevano arrestato Pietro Ladogana, ritenuto dall’accusa il mandante. Mentre nella città brasiliana di Natal, la locale polizia ha invece fermato, sempre secondo le accuse, gli altri due complici.

Gli inquirenti sospettano che i tre arrestati possano avere legami con la criminalità organizzata, in quanto dediti alle truffe e riciclaggio di denaro sporco.

La polizia brasiliana ha inoltre sequestrato 145mila euro in contanti, nonchè cinque auto di lusso, tra le quali una identica a quella con la quale i sicari si sarebbero allontanati dopo aver ucciso Albanese.

Il mandante dell’omicidio, secondo la polizia brasiliana, sarebbe a capo di un’organizzazione che amministrava almeno 10 imprese che operavano apparentemente nella legalità ma che invece erano, secondo le accuse, utilizzate per compiere frodi, falsificazione di documenti, riciclaggio e altri crimini. Sempre secondo quanto accertato, il movente del crimine sarebbe da ricercare nella denuncia fatta da Albanese alle autorità brasiliane nella quale l’uomo, procuratore di uno dei due soci di una impresa, denunciava una proprietà trasferita illegalmente, proprio a favore di Pietro Ladogana.

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