Imprese, allarme stangata sugli immobili
In città la Tasi si pagherà a ottobre. Daga: «Per le prime case aliquota al minimo, soluzione indolore per i cittadini»
NUORO. Anche a Nuoro, come nella stragrande maggioranza dei comuni italiani, la Tasi per la prima casa si pagherà in ritardo: l’acconto ad ottobre, poi il saldo a dicembre.
La delibera firmata dall’assessore Tore Daga con le nuove aliquote Tasi, infatti, è pronta da mesi ma non è arrivata in consiglio comunale entro i tempi previsti dalla legge per la sua approvazione. E così l’acconto sulla nuova imposta sugli immobili, che da quest’anno sostituisce l’Imu per la prima casa, slitterà di qualche mese. «Il regolamento è pronto, c’è una bozza che dovrà essere discussa nei prossimi giorni in giunta. L’ultimo passaggio sarà il via libera decisivo del consiglio comunale – spiega Tore Daga–. L’obiettivo è quello di trovare la soluzione più indolore per i cittadini, per incidere il meno possibile sulle loro tasche». Per questo motivo la delibera preparata dall’assessore prevede di applicare per la Tasi l’aliquota minima dell’1 per mille coinvolgendo, per le seconde case,anche gli inquilini.
«Questa è la mia proposta, che spero venga accolta in giunta e poi approvata anche dal consiglio comunale– si augura Daga–. È una scelta che possiamo permetterci grazie a un bilancio sano. Nell’ultimo anno siamo riusciti a ridurre le spese di circa 5 milioni su un bilancio di 55. Certo, applicando l’aliquota al minimo, i cittadini dovranno accontentarsi. Incassando di meno rispetto ai comuni che applicheranno aliquote maggiori non si potrà fare più di quel che si fa oggi. Ma i cittadini capiranno».
L’assessore assicura quindi che a Nuoro non ci sarà la super Tasi, quella che prevede l’aliquota al 3,3 per mille. «Sarebbe una follia, il costo è già salato con l’aliquota al minimo». Tuttavia con l’aliquota al minimo non ci saranno detrazioni per le famiglie numerose, per cui in alcuni casi la Tasi prima casa potrebbe risultare più onerosa della vecchia Imu.
«Questa sarà una delle scelte che dovrà affrontare la maggioranza. O si mantiene l’aliquota al minimo per tutti, senza alcuna detrazione, oppure si opta per le detrazioni ma a quel punto l’aliquota va aumentata». Per le seconde case la scelta dell’assessore è quella di far pagare la nuova imposta anche agli inquilini. «La proposta è quella di far pagare agli inquilini tra il 20 e il 30 per cento del dovuto. Mi sembra un accordo equo perché altrimenti i proprietari sarebbero costretti a pagare due tasse intere: Tasi e Imu». Ma non c’è il rischio che l’aliquota al minimo per la Tasi venga compensata con l’aumento dell’Imu e della Tari, le altre imposte sugli immobili? «No, non ci sarà alcun rincaro», assicura Daga. E aggiunge: «Anche sugli altri fabbricati, come i negozi e i capannoni, la proposta è quella di calcolare la Tasi sull’aliquota minima dell’1 per mille». A tutto vantaggio dei commercianti e degli artigiani, secondo l’assessore. «Ai comuni è stata lasciata la possibilità di aumentare l’aliquota massima dell’Imu per i beni strumentali e di ridurre quella della Tasi al minimo. E questa è l’intenzione della giunta dal momento che per le imprese l’Imu è deducibile, anche se solo in parte». Questa scelta, però, potrebbe costare cara alle imprese, ai commercianti e agli artigiani. Costretti a pagare quest’anno, oltre all’Imu (alle stelle) e alla Tari, anche la nuova tassa. Una scelta che, di certo, non spingerà l’economia cittadina.
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