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Nuoro

Anziana rapinata, a Bitti sale l’allarme per i baby-banditi

di Bernardo Asproni
Anziana rapinata, a Bitti sale l’allarme per i baby-banditi

BITTI. La comunità locale è ancora sotto choc per il raid notturno nella casa di Giuliana Orunesu, la pensionata di 66 anni imbavagliata e derubata di circa 1500 euro, due notti fa, da due malviventi....

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BITTI. La comunità locale è ancora sotto choc per il raid notturno nella casa di Giuliana Orunesu, la pensionata di 66 anni imbavagliata e derubata di circa 1500 euro, due notti fa, da due malviventi. Mentre i carabinieri stanno seguendo diverse piste, ma per il momento non trapela nulla. I bittesi, nel frattempo, si interrogano sull’episodio che esce dai canoni di una delinquenza tradizionale. Il fatto, in ogni caso, viene condannato da larghi strati della comunità locale senza possibilità di appello.

Il primo aspetto che balza all’attenzione di tanti, è che i due malviventi erano disarmati. Non avevano neppure la minima parvenza di una pistola giocattolo per intimorire la vittima e costringerla, senza perdere tempo, a consegnare “l’oggetto” della inaspettata visita notturna.

Certo è che Giuliana Orunesu ha riportato nella caduta, sicuramente non voluta ma causata dalla frenesia del momento, una frattura al femore ed è finita all’ospedale San Francesco di Nuoro.

Ma a quanto è dato sapere i due, alle lamentele della sfortunata signora, hanno mostrato una attenzione particolare cercando di aiutarla per spostarsi sino al cassetto dove era custodito il gruzzolo in euro. Non persone spietate, comunque, ma decise comunque a raggiungere un obiettivo: ottenere i soldi senza colpo ferire. Per questo tanti si domandano se si tratti di professionisti o di sprovveduti.

Ma i bene informati propendono per quest’ultima pista e ritengono che si tratti di giovani alla ricerca disperata di soldi. Forse con l’intento di procurarsi la droga. Un fenomeno che registra dati sempre più allarmanti anche in provincia di Nuoro. Non c’entra la scusante della crisi occupazionale o di altro genere che hanno utilizzato i malviventi. Sono argomenti che vengono bollati subito come scuse senza valore. Evidentemente è di moda mascherarsi da ladri “gentiluomini”. Certo è che hanno colpito una donna sola in una casa di periferia, distaccata dalla strada.

Se è un colpo perpetrato da giovani c’è, comunque, sotto questo aspetto da preoccuparsi, sarebbe un buon inizio di carriera criminale. Ed è allora che vengono chiamate in gioco tutte le agenzie educative, a partire dalle famiglie, che dovrebbero sorvegliare i loro figli e non giustificare gli atti criminali più o meno grossi, con la solita frase di comodo «sunu pitzinnos».

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