La Nuova Sardegna

Nuoro

È l’agroalimentare il settore trainante in tutto il Marghine

di Tito Giuseppe Tola
È l’agroalimentare il settore trainante in tutto il Marghine

Più della metà del reddito in provincia proviene dalla zona Una realtà importante che in parte ha sostituito il tessile

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MACOMER. Più della metà del fatturato della provincia di Nuoro nel settore agroalimentare si produce nel Marghine. Il comparto traina l’economia della zona che fino a pochi anni era legata all’industria. La parte del leone la fanno le aziende con sede legale a Bortigali, ma anche quelle di Macomer svolgono un ruolo importante. Il fatturato complessivo del settore al 2012 era di 102,8 milioni di euro. Più di 50 milioni sono prodotti da aziende della zona. Si tratta di attività con sede legale nei comuni del territorio, ma se si contano quelle con stabilimento di produzione nel Marghine che hanno però la sede altrove, il fatturato è molto più alto. Solo lo stabilimento caseario Foi, del gruppo Auricchio che ha sede legale a Cremona, nel 2012 ha fatturato più di venti milioni di euro, pari a un quinto di quanto fatturano le aziende dell’agroalimentare in provincia di Nuoro.

Fino a pochi anni il settore trainante era il tessile. Con la chiusura di aziende importanti come la Legler e la Quen, l’agroalimentare, sia in termini di fatturato che di occupazione, è il settore trainante dell’economia della zona. Non è un ritorno al passato, quando i caseifici fecero grande Macomer e ne favorirono lo sviluppo. La “capitale del pecorino” ha cambiato zona e provincia e difficilmente Macomer riuscirà a riprendersi il titolo perduto negli anni Settanta e Ottanta. L’industria casearia svolge comunque un ruolo importante sia in termini di occupazione che si fatturato. Foi (Formaggi ovini italiani) che fa capo al gruppo Auricchio e ha lo stabilimento nella zona industriale di Tossilo, occupa un’ottantina di addetti e nel 2012 ha fatturato più di 20 milioni di euro. La cooperativa Lacesa, che ha lo stabilimento a Orosai vicino al bivio di Birori (la sede legale è a Bortigali) ed è nota le tipiche provolette, con gli stagionali arriva a occupare una quarantina di dipendenti e nel 2012 ha fatturato 12,4 milioni di euro. Sono entrambe aziende del settore lattierio-caseario, ma non sono le uniche. Ce ne sono anche più piccole e con meno addetti, ma non meno interessanti sotto l’aspetto economico. A queste si sommano i minicaseifici aperti in tutti i comuni della zona. Altra azienda importante è Profenda, sede legale a Bortigali e stabilimento nella zona industriale di Tossilo, che nel 2012 ha fatturato 14,9 milioni di euro ed è in espansione. Opera nel settore dei mangimi. Nel settore delle carni operano invece Milia (sede legale e stabilimento a Bortigali) che nel 2012 ha fatturato 13,3 milioni di euro, e Centro carni di Forma, con stabilimento a Tossilo e sede a Macomer (fatturato 8,8 milioni). Un’azienda importante nel settori della panificazione e dei dolci è Il Fornaio Atzori, sede legale e laboratorio a Macomer, la quale nel 2012 ha fatturato 1,1 milioni. Le aziende agroalimentari della zona complessivamente hanno fatturato 50 milioni su un totale di 102,8 milioni in provincia di Nuoro.

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