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Nuoro

Riapre l’Orientale, slittano i lavori a Oloè

di Tiziana Simula
Riapre l’Orientale, slittano i lavori a Oloè

Il ministro Lupi ha inaugurato il tratto di strada all’altezza di Posada che era stato distrutto dal ciclone del 18 novembre

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NUORO. Taglio del nastro e sorrisi da una parte, rinvii e proteste dall’altra. La giornata di ieri ha riservato una notizia buona alla Baronia e una molto meno gradita alla Barbagia. Così a quasi sette mesi dall’alluvione i territori si ritrovano ancora a fare i conti con la viabilità disastrata. A suggellare la riapertura al traffico della strada statale 125 all’altezza di Posada – uno dei tre interventi portati a termine a tempo di record dall’Anas nel Nuorese –, è arrivato ieri il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi. Che ha fatto tappa prima in città, dove ha partecipato a un vertice in Prefettura con il presidente dell’Anas e commissario per gli interventi di ripristino della viabilità danneggiata dall’alluvione, Pietro Ciucci, il prefetto Ninni Meloni, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda e i sindaci dei comuni alluvionati. Tutti riuniti per fare il punto sui cantieri aperti nelle strade ferite dal passaggio del ciclone Cleopatra. Positivi i commenti a margine del vertice da parte del ministro e del presidente Ciucci, sulla ricostruzione in atto e sul rispetto del cronoprogramma. Un vertice dai risultati positivi, dunque. O quasi. Perché un problema esiste. E puntuale è emerso nel corso dell’incontro. Slitta infatti l’apertura al traffico del ponte di Oloè, sulla provinciale 46 Dorgali-Oliena. Il “ponte della morte”, dove il 18 novembre scorso, perse la vita il poliziotto Luca Tanzi e tre agenti rimasero feriti. Il termine annunciato del 20 giugno, non sarà rispettato. Manca infatti il nullaosta da parte del Genio civile: via libera indispensabile per poter dare inizio al cantiere. I lavori per ripristinare il ponte sul fiume Cedrino dove la strada ha franato, creando una grossa voragine, sono stati già progettati e appaltati e l’impresa aspetta solo l’ok per poter cominciare. «Vorrei avere oggi una data certa sulla riapertura al traffico del ponte di Oloè: se i ritardi dovessero andare avanti, scoppierà la rivoluzione», ha protestato, preoccupato, il sindaco di Dorgali, Angelo Carta. «Contiamo di avere il parere del Genio civile la prossima settimana – ha spiegato Pietro Ciucci, al termine del vertice – Il nullaosta sta seguendo la procedura necessaria al rilascio. Abbiamo chiarito e approfondito il problema con i responsabili della Regione nell’incontro di oggi. Dal momento dell’autorizzazione, ci vorranno trenta giorni per eseguire i lavori».

«Ho chiesto al Prefetto di fare da tramite con le istituzioni perché i tempi per il rilascio delle autorizzazioni siano certi e rapidi – ha aggiunto il ministro Lupi –: non possiamo permetterci di non dare le risposte che i cittadini attendono e giustamente pretendono». Stando ai tempi dati ieri dall’Anas, dunque, la riapertura di Oloè dovrebbe slittare di almeno un mese.

Il ministro si è detto soddisfatto dell’operato svolto finora dall’Anas sulla viabilità pesantemente segnata dall’alluvione. «I risultati che ho visto oggi sono importanti: 51 progetti approvati, un piano di intervento di quasi 51 milioni, tempi certi di realizzazione», ha commentato. Tante le domande da parte degli amministratori nel corso del vertice. Sui risarcimenti, ad esempio, «Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità – ha detto Lupi –: il ministero delle Infrastrutture ha dimostrato che se un impegno lo prende, poi, il risultato arriva. Porterò le istanze dei sindaci e dei cittadini al presidente Matteo Renzi e al consiglio dei ministri per quanto riguarda i fondi che devono ancora essere sbloccati per dare ristoro alle famiglie e alle aziende che nell’alluvione hanno perso tutto», ha detto il ministro.

Gli amministratori hanno sollevato anche un altro problema: quello delle donazioni. Incluse nel patto di stabilità. «In una situazione di emergenza come questa, non va assolutamente bene», ha proseguito il ministro. Che anche su questo fronte ha fatto sapere che solleciterà la presidenza del consiglio dei ministri «affinché i sindaci possano utilizzare le donazioni fatte con grande generosità dai cittadini». Al termine dell’incontro, la tappa sulla 125 per il taglio del nastro. Per la Baronia la fine dei disagi.

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