Università in rivolta, niente fondi
I 33 addetti della coop, da mesi senza salari, consegnano le chiavi dell’ateneo: Sos per 700mila euro
NUORO. «Ecco le chiavi, noi, in queste condizioni, purtroppo, e nonostante tanti sforzi e l’amore che proviamo per questa università che abbiamo visto crescere, non siamo più in grado, di pagare gli stipendi dei dipendenti, e di garantire la prosecuzione dei servizi. La Regione ci deve più di 700mila euro di fondi arretrati». Sono passate da poco le 10.30 di ieri mattina, i corridoi della segreteria dell’ateneo nuorese, in via Salaris, sono tutto un pullulare di telecamere, microfoni, sconforto e tanto malumore, e Gina Loi, da 20 anni alla guida delle cooperativa che gestisce i servizi tecnici e amministrativi per l’ateneo barbaricino, davvero non ne può più.
Insieme ai suoi collaboratori, soci e dipendenti, insieme ai 33 che da tre mesi non vedono nemmeno un solo euro di sudato stipendio, insieme pure a una nutrita delegazione di studenti dei corsi di scienze ambientali e forestali giunti lì in segno di solidarietà, Gina Loi ha appena consegnato alla segretaria del Consorzio universitario nuorese, le chiavi della sua attività.
E, idealmente, anche quelle dell’università che da ieri, infatti, ha i cancelli sbarrati. Porte chiuse nella sede di Sa Terra Mala, idem in quella di Carta Loi. E un mucchio di studenti di scienze ambientali e forestali che vagano in attesa di tempi migliori, e che manifestano, tuttavia, la loro solidarietà e vicinanza. Così, come del resto, fanno anche i docenti universitari. A cominciare dal preside del corso di Scienze ambientali, Pietro Luciano.
È una storia lunga, questa dell’università nuorese e dei fondi regionali che ogni santissimo anno non arrivano mai quando dovrebbero. è una storia fatta di continui solleciti a Cagliari, vibrate proteste, a volta anche inviti più dolci. La storia. purtroppo, si ripete a scadenze più o meno regolari: ogni qual volta i 33 dipendenti della cooperativa Ecotopia, stufi di dover aspettare stipendi che non arrivano – perché la Regione non ha trasferito i finanziamenti dovuti al Consorzio universitario dal quale dipendono – decidono di portare in pubblico la loro protesta.
Lo hanno fatto anche ieri mattina, consegnando le chiavi dell’università alla segreteria del Consorzio. E interrompendo così i servizi nelle diverse sedi dell’ateneo nuorese. «Ma se i fondi arretrati non dovessero arrivare subito – aggiungono – tutti e 33 rischiamo il licenziamento».
«Siamo 33 persone – precisano – che da tre mesi non ricevono un euro, e che non riescono a pagare le bollette e l’affitto. Ma che, finora, hanno continuato a lavorare senza stipendio per senso di responsabilità nei confronti di centinaia di studenti che hanno scelto di studiare a Nuoro». Per l’esattezza, è dalll’agosto 2013, che la cooperativa non vede un euro, ma fino a tre mesi fa, era riuscita comunque a pagare gli stipendi ricorrendo ad anticipi di cassa o a prestiti. Ma negli ultimi tre mesi, poi, non è riuscita più a ricorrere ad alcun espediente. Ed è stato il tracollo, condito da decine di promesse da parte della Regione che non si sono mai tradotte in realtà. «La mancata corresponsione – scrivono gli stessi dipendenti su internet – da parte della Regione Sardegna dei soldi, già deliberati in finanziaria e in giunta Cappellacci, deliberazione numero 53/53 del 20 dicembre 2013, del fondo Unico per 2013 per le sedi gemmate, sta soffocando e umiliando il Consorzio Universitario Nuorese che con le casse vuote non può pagare quanto dovuto a noi e non solo».
Da oggi, dunque, l’università è di fatto paralizzata: ingressi sbarrati, servizi sospesi. In attesa che arrivino i fondi, e con essi tempi migliori.
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