La Nuova Sardegna

Nuoro

il sindaco di Orgosolo

«A cosa serve il commissario?»

«A cosa serve il commissario?»

Deledda chiede chiarimenti sull’assenza di Cicalò all’incontro

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ORGOSOLO. «Assistiamo basiti a ritardi ingiustificabili, responsabilità, per di più, di un ufficio regionale». Commenta così la notizia di un preannunciato rinvio dei lavori sulla SP 46 il sindaco di Orgosolo Dionigi Deledda. L’incontro, tenutosi venerdì scorso in prefettura a Nuoro, infatti, durante il qualé balzata agli occhi di molti amministratori locali l’assenza del commissario Giorgio Cicalò, non ha lasciato spazio all’ottimismo. Da quanto viene pronosticato, il cantiere di Oloé rimarrà fermo sino a data incerta e la ricostruzione non potrà, dunque, completarsi nell’imminente. La Oliena-Dorgali, via di collegamento alla costa orientale e porta di accesso del turismo del mare, per buona parte della zona dell’entroterra isolano, paese dei murales compreso, sembra destinata a restare, quindi, chiusa ancora per un po’. Il crono-programma dell’Anas ha subito una serie di rallentamenti, dovuti al mancato via libera del genio civile, e pare quasi scontato che i tempi di consegna, previsti per la fine di giugno, non verranno rispettati. «A sentire le motivazioni, emerse in coincidenza con la riunione di due giorni fa"– dichiara il primo cittadino del paese del Supramonte – ci sarebbe quantomeno da sorprendersi. Non mi capacito del fatto che chi, in prima persona, avrebbe, il condizionale a questo punto é d’obbligo, tutto l’interesse per completare le infrastrutture appaltate, temporeggi con incomprensibili cavilli burocratici».

«Del resto – aggiunge Dionigi Deledda – é singolare che un’emergenza venga gestita con procedure ordinarie. Che senso ha, allora, dare i poteri ad un commissario? E poi – prosegue Deledda – a quale commissario dovremmo rivolgerci per ripristinare la viabilità interna e gli attraversamenti dei fiumi, che collegano il territorio con le campagne? Ad un ipotetico commissario per la ricostruzione o quale tra i quindici enti, che potrebbero entrare in gioco, risulta competente?». «Battute a parte"-conclude il sindaco barbaricino-"constatiamo come, nel dopo alluvione, manchi una regia forte e autorevole, guidata, magari, direttamente dalla Regione. Stante la sua nota disponibilità, chiediamo, allora, che si faccia carico della ingarbugliata situazione l’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, sperando, in questo modo, di venire a capo di una difficile contingenza, che si sta trascinando da ormai troppo tempo». (ma.s.)

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